The Voice, si riparte: Al Bano Renga e Scabbia nuovi coatch

19 Marzo 2018

Da giovedì torna il talent show musicale su Raidue: J-Ax riconfermato Conduce Costantino della Gherardesca: «Continuerò ad essere un uomo alfa»

MILANO. È un nuovo inizio quello di The Voice of Italy che torna giovedì 22 marzo in prima serata su Raidue dopo un anno di stop. Tante le novità, per l'edizione che, assicurano in casa Rai, riporterà nelle reti pubbliche il linguaggio del talent. «I due perni sui quali si muove la nuova edizione sono i coach e la conduzione», esordisce il direttore di Raidue Andrea Fabiano. «Con Talpa Italia (che produce il talent musicale, ndr) abbiamo messo su uno squadrone», continua il dirigente. «L’avventura durerà solo otto settimane per innalzare il livello della lotta televisiva e artistica e abbiamo lavorato per far sì che The Voice non sia solo un evento di Raidue, ma di tutta la Rai».
Nello “squadrone” dei coach al riconfermato J-Ax sono stati affiancati Francesco Renga, Al Bano Carrisi e Cristina Scabbia. Alla conduzione, invece, ad avvicendare Federico Russo sarà Costantino della Gherardesca. «Per me questa è un’esperienza totalmente nuova in un programma nazionalpopolare e più largo rispetto a quelli più perversi e cervellotici cui mi sono dedicato finora». commenta il conduttore di Pechino Express. «Ho accettato perchè mi fido di Andrea Fabiano, ma le vere star sono i nostri coach, che non sono “superstiti”, ma artisti ancora attivi nella musica e nel pieno della loro carriera», sottolinea Costantino, che avrà anche il compito di spendere parole di conforto per i parenti degli aspiranti esclusi. «La novità per me è dover sviluppare l’empatia, è un grosso lavoro di psicanalisi», rivela il conduttore. «Però continuerò a essere me stesso, sarò un uomo alfa non dimesso».
Di uomini alfa, però, è ricco anche il parterre dei coach. «Sono passato dall’essere la novità tra i coach al ruolo di nuova Raffaella Carrà», ironizza J-Ax. E se il più atteso è Al Bano che vuole trovare «i prossimi Morandi e Celentano» tra i partecipanti, mentre Renga vuole «un talento che abbia l’urgenza di raccontarsi e cerco qualcuno che ha fame e non abbia un piano B, perché il talento spesso è un’arma a doppio taglio«», la novità è Cristina Scabbia, voce del gruppo metal Lacuna Coil.
La «novellina», come si autodefinisce nonostante il suo nome sia uno dei più conosciuti internazionalmente del genere. «Ringrazio la Rai per questo atto di grande coraggio di aver voluto portare un personaggio non mainstream», aggiunge. «Sono contenta che l’abbia fatto in un talent che vuole scoprire qualcosa di nuovo. Io cerco la “verità”, qualcuno che ami quello che fa e non il desiderio di celebrità. Cercheremo di far capire che The Voice non è il mezzo per la celebrità, ma una base di partenza per fare il cantante».
Le obiezioni, però, non mancano perché, suor Cristina a parte, si è parlato poco dei vincitori italiani di The Voice che, discograficamente, rinnova la sua partnership con Universal Music.
«I talent sono una piattaforma interessante di per sè», argomenta Fabiano. «Negli anni scorsi è mancata la cura e la progettualità sui vincitori. In questo senso la Rai cercherà di colmare questa lacuna cercando di fare quello che non è stato fatto in passato». Un intento che è da leggersi come una maggiore promozione post talent. «Oggi il successo arriva con i teen idol legati all’immagine prima che alla voce, meccanismo dal quale The Voice cerca di sganciarsi», osserva J-Ax. «Oggi ai talent si dà più valenza di quella che hanno», aggiunge Cristina Scabbia. E poi bisogna ricordarsi che, prima di essere un trampolino di lancio musicale, The Voice è un programma televisivo in cui i veri protagonisti sono i coach. Per farli interagire, infatti, «si potranno scambiare i talenti e ognuno di loro avrà la possibilità di bloccare le scelte degli altri. Una novità già partita negli Stati Uniti che porteremo per primi in Europa nella versione italiana», spiega uno degli autori. L’altra novità riguarda gli esclusi che verranno congedati senza vedere in faccia i coach che non si volteranno nemmeno per salutare.
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