The Zen Circus, un nuovo lp di collaborazioni “eccellenti”

Nell’album cantano anche Motta, Brunori, Carboni, Ditonellapiaga, Santamaria La band sarà in concerto a Pineto il 13 agosto, al Festival Pinetnie Moderne
Un album che è come un luna park. Così Andrea Appino, Ufo e Karim Qqru, cioè The Zen Circus, raccontano il loro nuovo lavoro, uscito da pochi giorni. Si chiama Cari fottutisimi amici e in effetti la band ha chiamato a raccolta colleghi e amici di vecchia data per un lp composto completamente di featuring. Dieci brani inediti per altrettante collaborazioni eccellenti: tra gli altri, Motta, Brunori Sas, Luca Carboni, Ditonellapiaga, Claudio Santamaria, Speranza, Management. E nei cd e nei vinili, le dieci tracce diventano 11, con Canta che ti passa, incisa nel 2019 con La Rappresentante di Lista.
In oltre due decadi di musica, con undici album, una raccolta, una partecipazione in gara tra i big a Sanremo 2019 e un romanzo “anti-biografico” intitolato irriverentemente Andate tutti affanculo, entrato direttamente nella Top Ten dei libri più venduti e divenuto un vero e proprio caso di genere letterario, The Zen Circus continuano a rinnovarsi, rimanendo una delle realtà più apprezzate del panorama musicale italiano attuale.
«Questo è un disco in libertà», dice il frontman Andrea Appino, «libertà di passare dal crossover al pop, dall’ambient al rock, dalla psichedelia all’elettronica. Il disco è una giostra, un tagadà, un autoscontro. Qualcuno si divertirà da matti, qualcun’altro si sentirà male, altri non saliranno su alcune giostre, ma noi, veri e propri giostrai, amiamo questo genere di luna park».
Per la band si tratta del tredicesimo disco in vent’anni di carriera e l’immagine in copertina, realizzata da Ilaria Magliocchetti Lombi, riporta fedelmente lo spirito da luna park. Un disco che si differenzia dai passati lavori degli Zen e che certamente si candida ad essere una delle migliori uscite del 2022, per la varietà di generi e di melodie che spaziano dal classico sound pop al rap, a dimostrazione della versatilità di una band in grado di muovere in tutte le direzioni senza perdere la credibilità. I testi, nati nello spirito della sperimentazione e del gioco, parlano di incomprensioni tra generazioni, ironizzano sul potere dei social. Ci sono sorprese in ogni canzone. Troviamo la poesia cantautorale di Brunori sas, anche coautore del testo della prima traccia, Ok boomer e la ribellione rispetto a un mondo distopico in Figli della guerra, con Speranza. E se Ragazza di carta è un brano molto “carboniano” (in senso positivo), davvero eccezionale è la titletrack Caro fottutissimo amico, con Motta, una poesia lunga quasi dodici minuti di effetti, archi e progressioni musicali.
Il tour partirà il 18 giugno da Palermo: per ora, ci sono dodici date ma altre se ne aggiungeranno prima della chisura, il 2 settembre al Pinewood Festival di Torino. In Abruzzo arriveranno il 13 agosto per Pinetnie Moderne, il festival dedicato alla musica indipendente a Pineto. Ma nei live ci saranno i “cari fottutissimi amici”? Nelle date estive sarà impossibile avere contemporaneamente sul palco tutti gli artisti che hanno collaborato al disco, dichiarano gli Zen Circus. Che però, a riguardo, stanno già pensando di mettere qualcosa in piedi per l’inverno prossimo, per avere tutti sul palco per una serata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA