Tiboni: restiamo nel solco tracciato da mio padre e scontiamo l’indipendenza politica con fierezza

PESCARA. «Per il fondatore dei Premi Flaiano Edoardo Tiboni, mio padre, quello dei Premi doveva essere un percorso blindato affinché non fossero mai a rischio. Per questo aveva accesso fideiussioni...
PESCARA. «Per il fondatore dei Premi Flaiano Edoardo Tiboni, mio padre, quello dei Premi doveva essere un percorso blindato affinché non fossero mai a rischio. Per questo aveva accesso fideiussioni personali. Fare cultura deve essere un fatto spontaneo accompagnato dalla passione, questa la lezione che ci ha lasciato». Emozionata oltremodo ma con voce chiara e tagliente la presidente dei Premi Internazionali Flaiano Carla Tiboni ieri al Mediamuseum ha annunciato i vincitori delle varie sezioni dei Premi, ed è di lunedì scorso la targa dal Capo dello Stato quale «Suo premio di rappresentanza alla 50ª edizione dei Premi internazionali Flaiano». Responsabilità, resilienza e sguardo al futuro – «Il trasferimento del premio a Roma? Si vedrà», ha detto – Carla Tiboni ha voluto definire il cinquantesimo «un punto di arrivo. Il 51° sarà un punto di partenza. Nell’intanto continueremo a fare cultura per 365 giorni l’anno». «Abbiamo capito», ha aggiunto, «quanto questo contenitore sia importante per la comunità e quanto sia capace di rispondere a una domanda di cultura. La cultura, sosteneva Edoardo Tiboni, deve essere popolare perché deve appartenere alla comunità. Noi lo abbiamo applicato alla let. ra, la gratuità serve per avvicinare le persone. Nostro impegno sarà riportare il cinema in sala». «I premi», ha concluso, «scontano la propria indipendenza politica con fierezza, sono grata agli sponsor istituzionali e ai molti privati che ci hanno permesso di svolgere il nostro programma nel migliore dei modi». (j.f.)