Tiromancino: a Pescara per creare una grande festa

31 Dicembre 2014

PESCARA. Mancano poche ore alla notte più lunga dell’anno. Pescara si prepara ad accogliere il 2015 in compagnia dei Tiromancino. La band guidata da Federico Zampaglione si esibirà sul palco...

PESCARA. Mancano poche ore alla notte più lunga dell’anno. Pescara si prepara ad accogliere il 2015 in compagnia dei Tiromancino. La band guidata da Federico Zampaglione si esibirà sul palco allestito in piazza Salotto, stasera a partire dalle 22,30, mentre il soundcheck è previsto per le 18.

Il concerto in piazza Salotto chiuderà un fortunato anno per la band, che è tornata sulle scene musicali dopo quattro anni di silenzio con l’album “Indagine su un sentimento” e un tour nei club che li ha portati a esibirsi con grandissimo successo anche a Londra. Il nuovo disco vede anche il ritorno della collaborazione tra Federico Zampaglione, che negli ultimi anni si è dedicato all’attività di regista, e il fratello Francesco. Il Centro ha intervistato Federico Zampaglione .

Come sarà Capodanno in piazza Salotto? Cosa avete preparato per i fan?

Abbiamo in mente un concetto di impatto, dove ci saranno molti dei nostri successi ma anche momenti rock e più ballabili. Vogliamo creare una grande festa, qualcosa che accolga questo 2015 con una grande ondata di energia positiva.

Cosa pensa di Pescara?

È una città stimolante. Ci sono tantissimi musicisti. E’ una città che ama molto la musica. È sempre una bella piazza dove suonare.

“Indagine su un sentimento” segna il ritorno dei Tiromancino sulle scene musicali dopo quattro anni. Con quali novità?

E’ un po’ un nuovo inizio. C’è stato un grande lavoro anche da parte di mio fratello Francesco, che ha creato un sound molto particolare. È venuto fuori in maniera spontanea. È stato un ritorno di fiamma con la musica. I due singoli sono i due brani che ci piacciono di più. “Liberi” è un pezzo più riflessivo, “Immagini che lasciano il segno” è più aperto. Rappresentano al meglio le due facce di questo disco.

Come nasce la collaborazione nell’album con Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori?

Dalla nostra voglia di confrontarci con realtà musicali anche nuove. Capovilla ci piace, è un artista visionario con cui è nata anche una bella amicizia. E’ stata una collaborazione sentita e divertente.

Negli ultimi anni lei è stato impegnato nella regia di film horror. Pensa di tornare a dedicarsi al cinema? Cosa preferisce tra le due forme d’arte?

In questo momento siamo concentrati sulla tournée, ma non escludo un ritorno. Nel frattempo ho fatto anche delle altre cose: ho diretto dei video e un cortometraggio prodotto dalla Rai. La musica è un mezzo espressivo con cui sono cresciuto, è come stare a casa. Ma sono due forme espressive molto belle. Non so dire cosa preferisco, ma sono contento di avere due possibilità. Me le sono conquistate, ho corso dei rischi e ora ho delle cose da dire in entrambi i campi.

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