Toffa: la gente ha pregato per me e per le battaglie delle Iene

18 Dicembre 2017

MILANO. «Stare in ospedale ti riporta un po’ al succo delle cose. Non è la prima volta che ci vado perché ascolto poco i segnali del mio fisico. Ma ogni volta che ti ricoverano però ti riportano all'e...

MILANO. «Stare in ospedale ti riporta un po’ al succo delle cose. Non è la prima volta che ci vado perché ascolto poco i segnali del mio fisico. Ma ogni volta che ti ricoverano però ti riportano all'essenza delle cose, rivaluti anche la fisicità, le cose basilari. Un'altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi ricevuti da parte di politici con cui ho un rapporto “conflittuale”. Mi sono molto commossa quando mi hanno detto di città che hanno pregato per me: a Taranto hanno fatto la fiaccolata, Napoli ha pregato per me, mi commuovo e mi ha stupito l'affetto della gente comune, perché secondo me non conta tanto il personaggio, pregavano davvero per me, per le battaglie che portiamo avanti».
Dopo il ricovero in ospedale per un improvviso malore, la Iena, Nadia Toffa racconta per la prima volta quanto le è accaduto in un'esclusiva intervista andata in onda, ieri sera, su Italia 1, nel programma che conduce, Le Iene Show. Nadia Toffa racconta nei dettagli i momenti prima del malore, che l'ha colpita a Trieste, dove si trovava per un incontro con il segretario di un sindacato, mentre si preparava a prendere il treno del ritorno: «Mi ricordo benissimo la hall dell'hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto sono caduta. L'ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: “Vuoi che ti dia una mano con le valigie, è arrivato il taxi?”. Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando. Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l'ambulanza. Nella mia vita non l'avevo mai presa. All'inizio ho pensato fosse successo un incidente perché sentivo un'ambulanza, ma dopo un po’ mi sono resa conto che forse sentivo la sirena un po’ troppo vicina. Quindi ho realizzato e mi sono detta: “Vuoi vedere che è la mia ambulanza?”. Ho ripreso conoscenza in ambulanza». Poi l'arrivo a San Raffaele. «C'è stato poi un momento in cui è arrivata un'infermiera e mi ha detto: “È iniziato adesso 'Tu sì que vales' e Maria De Filippi ha iniziato facendoti un grande in bocca al lupo”. Io la guardo e dico: “Ma chi ha detto a Maria De Filippi che sono stata male?”. Invece poi mi hanno detto che è successo un putiferio. In ospedale, mi hanno ribaltato come un calzino. Io prendo molto la vita con ironia, se le cose devono succedere è perché devono accadere, e ogni cosa ti insegna qualcosa, però se mi metto nei panni delle persone che si sono preoccupate per me un po’ mi commuovo. I miei genitori si sono preoccupati da morire, tutti voi».
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