Torna la psicologa criminale Teresa Papavero: ora è più matura

È uscito per l’editore Giunti il terzo romanzo della divertente e ironica serie gialla ideata da Chiara Moscardelli
Più matura, più consapevole e sicura di sé, Teresa Papavero, la psicologa criminale più acuta e imbranata del giallo italiano, creata da Chiara Moscardelli, riesce finalmente a mettersi in gioco nel terzo libro della serie che la vede protagonista. È Teresa Papavero e i fantasmi del passato arrivato in libreria per Giunti lo scorso 11 ottobre, primo anniversario dalla morte di Angela Lansbury, l'attrice “Signora in giallo” amata dalla Moscardelli. «Teresa Papavero è la mia Angela Lansbury, un po’ più giovane! Sono cresciuta con Jessica Fletcher, il suo personaggio più famoso. Credo che Teresa le debba molto. La Fletcher è un'impicciona e lo è anche la Papavero. Ovunque vada la Fletcher spuntano cadaveri ed è così anche per la Papavero. Solo che Teresa un tempo era meno spavalda, meno sicura. Qui, finalmente, riesce ad abbracciare il suo passato e a ritrovare quella fiducia in sé stessa che credeva persa», spiega Moscardelli. Divertente e ricco di colpi di scena, questo nuovo giallo al femminile ci porta a Strangolagalli, paese del Frusinate dove è tempo di matrimoni. L'unica che si ostina a rimanere single è proprio l'eccentrica criminologa, fermamente convinta che sia meglio non legarsi a nessuno. E come darle torto quando tutti gli uomini entrati nella sua vita sono scomparsi nel giro di pochi mesi? Mentre prosegue l’indagine che accomuna i tre libri per ritrovare la madre, c'è un altro caso che richiede l’attenzione di Teresa. Al b&b familiare viene trovata morta una donna. Tra gli effetti personali ci sono una vecchia fotografia, che rappresenta un gruppo di ragazzi intorno a un falò e un cellulare. L'indagine parte da qui. «A muovere la mia protagonista», dice Moscardelli, «è la curiosità del mondo che la circonda. I misteri, gli omicidi, le sparizioni, sono il suo pane quotidiano e la spingono a indagare. Così facendo però esce dalla sua zona di conforto e senza neanche accorgersene si confronta anche con sé stessa. Non vorrebbe farlo, perché ne ha paura. Ma prima o poi, se ti lanci, se getti il cuore oltre l'ostacolo i fantasmi smettono di intimorirti».
In questo terzo romanzo della serie l'autostima di Teresa è cresciuta, il suo fiuto investigativo è più fine. «Penso fermamente che noi siamo il frutto della nostra educazione sentimentale. Oggi siamo ciò che durante l'infanzia e l'adolescenza abbiamo assorbito. Il passato è parte integrante del presente e quindi è più una cicatrice da accettare che un enigma da risolvere». In Teresa Papavero e i fantasmi del passato si intravede anche un riscatto per le figure maschili. «Anche se in realtà nelle faccende sentimentali è Teresa il problema, non il mondo maschile. Amare è rischioso perché si rischia di soffrire e Teresa non vuole più soffrire. Forse per la prima volta mette a fuoco quelli che sono i suoi bisogni e i suoi desideri. E non si spaventa più».