Torna Spike Lee col detective nero a caccia di razzisti

Da una storia vera e premiato a Cannes ecco Girl storia di un ragazzo che vuol diventare ballerina
Tre imperdibili film passati dall’ultimo Festival di Cannes arrivano oggi nelle sale italiane: il Grand Prix della giuria BlacKkKlansman di Spike Lee, la Camera d'or Girl di Lukas Dhont, e l’avventuroso L’uomo che uccise Don Chiosciotte, di Terry Gilliam. In sala anche la commedia di Francesco Miccichè Ricchi di fantasia, con Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli.
Tra commedia acida e film politico, BlacKkKlansman segna il ritorno del 61enne Spike Lee al suo cinema più brillante, militante e non riconciliato. La storia messa in scena dal regista di Lola Darling (esordio di 32 anni fa) è quella vera di Ron Stallworth, negli anni Settanta primo detective afroamericano nel dipartimento di polizia di Colorado Springs. Ron, interpretato dal figlio d’arte John David Washington, è un tipo sveglio e deciso a far carriera che accetta di buon grado le iniziali ironie e pregiudizi dei colleghi bianchi. Siccome ci sa fare, viene prima infiltrato ai raduni politici delle Black Panther, dove cerca di far colpo sull’attivista Patricia (Laura Harrier), poi messo a indagare sul Ku Klux Klan dopo essersi finto un bianco per telefono col loro capo David Duke (Topher Grace). Al momento di incontrarlo si fa rimpiazzare dal collega bianco Flip Zimmerman (Adam Driver).
Costante il richiamo all'attualità, alle marce neonaziste e agli scontri provocati dai suprematisti bianchi, alle amnesie di Donald Trump (evocato con un cameo di Alec Baldwin, famoso per una sua imitazione del presidente Usa al Saturday Night Live), per risalire all’atrocità di un linciaggio degli anni Dieci del Novecento raccontato da Harry Belafonte e al razzismo del cinema hollywoodiano classico, con spezzoni di Via col vento e Nascita di una nazione.
Ispirato a una storia vera di transizione di genere è anche il toccante e delicato Girl, del 27enne regista belga Lukas Dhont, che a Cannes ha fatto incetta di premi: Camera d’or per la migliore opera prima, Queer Palm, premio per la migliore interpretazione sia maschile che femminile della sezione Un certain Regard per il giovanissimo attore e danzatore Victor Polster. Protagonista della storia la luminosa adolescente Lara, che a 15 anni si impegna allo spasimo per realizzare il suo sogno di diventare ballerina classica professionista.
Insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un'altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa, sostenuta con convinzione dal genitore (la madre non c’è più). Ma la vera sfida, dolorosa nel fisico e nell’anima, è quella con il suo corpo di ragazzo.
Le traversie produttive che lo hanno fatto rimandare per 25 anni hanno conferito un’aura maledetta al film di Terry Gilliam L’uomo che uccise Don Chisciotte. L’ex Monthy Python mette in scena un’amara riflessione meta-cinematografica, raccontando di Toby (Adam Driver), cinico regista pubblicitario intrappolato nelle bizzarre illusioni di un vecchio calzolaio spagnolo (Jonathan Pryce) che crede di essere Don Chisciotte. Molti anni prima Toby aveva girato in un villaggio spagnolo il suo film di diploma alla scuola di cinema, ispirato al romanzo di Cervantes. Quando vi torna per uno spot trova tutti i paesani ancora invischiati in quell’esperienza, soprattutto il vecchio ciabattino, convinto di essere il cavaliere errante. Al riluttante Toby toccherà essere Sancho.
In Ricchi di fantasia il carpentiere Sergio (Castellitto) e l’ex cantante Sabrina (Ferilli) sono amanti che non possono lasciare i partner per ristrettezze economiche. Tutto sembra cambiare quando Sergio vince 3 milioni alla lotteria. Ma è la crudele burla dei suoi amici, che si vendicano dei suoi scherzi. Convinto di essere ricco, Sergio lascia la vecchia vita portando con sé Sabrina e tutti i loro parenti. Scoperto l'inganno, i due decidono di tacere e trascinano ugualmente tutti in un viaggio verso la Puglia.
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