Tornano Le Vibrazioni con “VI”: «Ci piace cantare le nostre vite»

Esce l’ep della band di Sarcina con brani nati in pandemia e il leader dal 22 aprile sarà tutor nel talent con Carlo Conti
ROMA. È una suite musicale, con un tocco di progressive rock, “Raccontami di te”, ad aprire “VI”, l’ep in sei brani delle Vibrazioni che arriva a 4 anni dal loro album “V”.
«Raccontami di te è un brano che vuol essere un invito ad aprirsi all’interesse per il racconto dell’altro, a vivere un po’ meno in una società “ego riferita” che ha come riferimento i social», spiega Francesco Sarcina, parlando della nuova uscita pubblicata da Artist First, appena arrivata sulle piattaforme digitali e dal 6 maggio in vinile. «Torna utile denominare gli album con i numeri», dice con humour, «è un modo di stimolare la curiosità, magari uno leggendo VI avrà voglia di andare a vedere se c'è un 5, un 4...» Nell’ep c’è anche “Tantissimo”, il brano che ha riportato a Sanremo la band nata nel 1999, composta da Sarcina con Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda.
«Sono brani nati in pandemia», racconta il frontman, «abbiamo scritto tantissimo, più di 50 canzoni. Abbiamo pensato, in questi tempi cosi fluidi in cui tutto si mastica e sputa velocemente, di fare intanto un ep. Ne pubblicheremo anche un altro, probabilmente nel 2023 e più avanti l’album». Intanto Le Vibrazioni saranno al Primo Maggio, «poi faremo un tour estivo e dal 1° ottobre al Fabrique di Milano partirà il tour autunnale. Noi siamo uno di quei gruppi che vive per la dimensione del concerto, ma in questo momento a livello emotivo è tutto un po’ straniante, visto che c’è una guerra. È chiaro che la musica sia anche un modo per esorcizzare, comunicare emozioni di forza, coraggio, ma il contrasto forte si sente». Tra i brani dell’ep ci sono la dichiarazione d’amore di “Ancora mia” e “Rosa intenso”, «ritratto di una ragazza e un inno alla donna, al sesso femminile, alla sua ricchezza emotiva e intellettiva. Dovremmo ricordarci che l’universo maschile può solo elevarsi nel relazionarsi a quello femminile. La vita è femmina, la musica è femmina».
Com’è stato tornare a Sanremo con “Tantissimo”? «Grande divertimento. A me fa soffrire vedere colleghi più giovani che lo vivono con una forte ansia. La sentiamo un po’ anche noi, ma siamo principalmente 4 amici, una famiglia, e viviamo insieme il momento catartico del suonare». Proseguendo nella tracklist, c’è “La vita oscena”, autoritratto tra verità, fragilità e atmosfere oniriche, con il titolo che riprende quello del romanzo autobiografico di Aldo Nove, ma anche uno spinoff in musica dell’autobiografia di Sarcina, “Nel mezzo” (Sperling e Kupfer): «Nel libro come nella canzone,racconto quella fase in cui ti trovi ad alzarti dopo una caduta. Lo viviamo in molti e so quanto può essere importante ritrovarsi nell’esperienza degli altri, aiuta a sentirsi meno soli». Come si tiene unita una band per oltre 20 anni? «Con la chiarezza, ognuno di noi fa il suo percorso, cambia, ma ci unisce la comprensione reciproca. A volte c’è bisogno di staccare, noi l’abbiamo fatto e ci ha fatto bene». Sarcina, “prof” ad Amici nella stagione 2014- ’15, sarà uno dei tutor del talent condotto da Carlo Conti su Rai 1 “The Band”, al via il 22 aprile, riservato ai gruppi musicali: «Ho detto di sì perché le band sono una categoria spesso dimenticata, nonostante ora ci sia il successo mondiale dei Maneskin», dice. «La vita per un gruppo non è facile, deve avere uno spazio per provare, riuscire a conciliare i caratteri... È comunque una vita romantica» .