TRA I RICORDI NEL FOLTO DEL BIANCO

È rimasto impigliato nel setaccio uno dei primi cuoricini disegnati su una pagina, con dentro quel nome, il primo amore. Sono un’inguaribile grafomane, mi trovo a disagio con questi dispositivi...
È rimasto impigliato nel setaccio uno dei primi cuoricini disegnati su una pagina, con dentro quel nome, il primo amore. Sono un’inguaribile grafomane, mi trovo a disagio con questi dispositivi digitanti, e soprattutto mi addolora il fatto che tutto si possa cancellare in un nanosecondo. In Abruzzo e precisamente grazie alla felice intuizione dello scrittore Massimo Pamio, è nato a Torrevecchia Teatina, il museo delle lettere d’amore. Cosa rimane impigliato tra quelle vocali e quelle consonanti che hanno unito, per tanto o per poco, le menti e i cuori di due persone? Anche se appartengono a modalità che non usiamo più, attraversano il tempo e ci restituiscono un sentimento. Come si scrivono le lettere d’amore del 2024? Si affidano ancora alla carta le proprie sensazioni, le proprie emozioni? È così semplice scrivere un messaggio on line, inviarlo e recapitarlo in tempo reale, cancellarlo. I pixel, i bit restano? Quelle lettere, sì. Ho avuto la possibilità di leggere un carteggio speciale: un bersagliere scrive all’innamorata, dalla Russia, durante la Seconda guerra mondiale. Non si lamentava della fame o del freddo, quanto che le lettere non arrivassero quotidianamente. A dir la verità non erano nemmeno lettere ma cartoline postali, cartoncini aperti e visibili che passavano sotto gli occhi di tutti, della censura, fino al postino che le recapitava all’ultima tappa tra pianti e urla di gioia. Piene di frasi stereotipate come “cara, io sto bene, così spero di voi”, chiudevano con una speranza e una preghiera: “spero di rivederti presto, se Dio lo vorrà”; erano la prova che il mittente fosse ancora in vita, che la fiammella dell’amore fosse accesa, da una parte e dall’altra.
Scriveva la splendida Emily Dickinson: Che l’amore sia tutto ciò che esiste / É ciò che noi sappiamo dell’amore. Al di là del supporto sul quale si scrivono le lettere, il sentimento che le fa nascere è una espressione fondamentale dello spirito umano.