Trumbo perseguitato telefonini spioni e i belli di Ben Stiller

11 Febbraio 2016

Una delle pagine buie di Hollywood, la persecuzione maccartista di attori, registi, sceneggiatori sospettati di simpatie comuniste, è al centro del film “L'ultima parola - La vera storia di Dalton...

Una delle pagine buie di Hollywood, la persecuzione maccartista di attori, registi, sceneggiatori sospettati di simpatie comuniste, è al centro del film “L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo”, da oggi nelle sale italiane.

Protagonista del lungometraggio diretto da Jay Roach è Dalton Trumbo, negli anni Quaranta uno dei maggiori sceneggiatori della fabbrica dei sogni, richiestissimo e strapagato per gli script di innocenti pellicole classiche finché non incappò insieme a un'ottantina di colleghi nell'inquisizione del Comitato per le attività anti americane, guidato dal senatore McCarthy. Anche la Mecca del cinema fu colpita dalla caccia alle streghe scatenata durante la Guerra Fredda e Trumbo, schierato coi sindacati e attivo politicamente, finì nel 1947 nella blacklist: non potrà più scrivere e passerà 11 mesi in carcere. Per 13 anni Hollywood non lo farà lavorare e Trumbo firmerà sotto pseudonimo la sceneggiatura di “Vacanze romane”. Solo negli anni Settanta, grazie alle pressioni di Otto Preminger e Kirk Douglas, il nome di Trumbo tornò a comparire nei credits, con “Exodus” e “Spartacus”. In questo accurato film intessuto di molti spezzoni di repertorio in bianco e nero, tratto dal libro “Dalton Trumbo” di Bruce Cook, il protagonista è impersonato con somma bravura da Bryan Cranston, famoso per la serie tv “Breaking Bad”, candidato all'Oscar per questa interpretazione. Accanto a lui un cast di star, a partire da Helen Mirren, interprete di una delle grandi impiccione di Hollywood, la giornalista Hedda Hopper, delatrice nelle sue rubriche dei presunti comunisti. E Diane Lane (la moglie Cleo).

Inoltre rivivono stelle del firmamento hollywoodiano: John Wayne (David James Elliott), Edward G. Robinson (Michael Stuhlbarg), Kirk Douglas (Dean O'Gorman), Otto Preminger (Christian Berkel), e personaggi meno noti ma decisivi nella vita di Trumbo come Frank King (John Goodman), produttore di B movie, che lo fece lavorare negli anni difficili. Al cinema da oggi anche “Perfetti sconosciuti”, la nuova commedia di Paolo Genovese (“Tutta colpa di Freud”, “Una famiglia perfetta”, “Immaturi”), che allinea bravi e popolari attori di casa nostra per un film corale su amicizia, amore e tradimento, protagonista principale il cellulare, il suo uso/abuso, le doppie e triple vite che nasconde e i conseguenti disastri. Un piccolo gruppo di amici organizza una cena per assistere insieme a un’eclissi: nel borghese appartamento romano della coppia collaudata Eva e Rocco (Kasia Smutniak e Marco Giallini) arrivano altre due coppie, gli appena sposati Cosimo e Bianca (Edoardo Leo e Alba Rohrwacher) e Carlotta e Lele (Anna Foglietta e Valerio Mastandrea), con l'aggiunta di Beppe (Giuseppe Battiston), che ha dovuto lasciare a casa ammalata la nuova fidanzata. Un giochino all'apparenza spiritoso lanciato dalla psicologa Eva, lasciare lo smartphone sulla tavola e rispondere a chiamate e sms davanti a tutti senza nascondere nulla, non si rivelerà così divertente né innocuo.

Nel cast la giovane Benedetta Porcaroli, nel ruolo della figlia adolescente di Eva e Rocco. In sala il demenziale “Zoolander 2”, di e con Ben Stiller, che dopo 14 anni torna a interpretare il modello Derek Zoolander con il sodale Owen Wilson nei panni stilosi del collega Hansel McDonald, entrambi «assurdamente belli». Il sequel della sfrenata parodia del narcisistico mondo della moda è ambientato a Roma, città della rentrée dei due modelli sotto i riflettori. Tra gli interpreti Penelope Cruz. Gli storyboard del film sono stati realizzati dal disegnatore teramano Cristiano Donzelli, che l'anno scorso ha lavorato accanto a Stiller per 4 mesi nella capitale.

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