Turturro: io, il nuovo Guglielmo nella fiction “Il nome della Rosa”

1 Marzo 2019

ROMA. John Turturro non aveva mai letto il best seller mondiale di Umberto Eco, “Il nome della Rosa” o visto il film del 1986 quando fu contattato per prendere parte a un nuovo adattamento televisivo,...

ROMA. John Turturro non aveva mai letto il best seller mondiale di Umberto Eco, “Il nome della Rosa” o visto il film del 1986 quando fu contattato per prendere parte a un nuovo adattamento televisivo, in onda su Rai1 da lunedì 4 marzo, 8 puntate suddivise in quattro prime serate tv. Dopo aver letto il romanzo, l'attore statunitense ha accettato di firmare ma chiedendo ai produttori romanzo: «Ho letto il libro e l'ho adorato. Ho iniziato a scrivere al regista Giacomo Battiato».
A più di trent'anni dal film con Sean Connery, il bestseller di Umberto Eco (Bompiani) che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ritorna in una serie evento su Rai1 (con alcune scene girate a Roccascalegna in Abruzzo), con il benestare della famiglia Eco: lo scrittore aveva letto la prima stesura della sceneggiatura di Andrea Porporati, questa volta è stato scelto Turturro per prestare il volto al protagonista, il monaco francescano inglese Guglielmo Baskerville che viene scelto per mediare la Disputa nell'incontro tra la delegazione di Papa Giovanni XXII e quella dei dotti francescani che sono accusati di voler destituire il potere temporale della Chiesa.
«Sono molto felice», ha spiegato l’attore italo-americano, ieri, nel corso della presentazione della serie a Roma, «di essere qui, ringrazio Giacomo Battiato, il regista, per aver pensato a me per il ruolo di Guglielmo. Ho letto il libro e l'ho trovato bellissimo. Ho scoperto un mondo straordinario. Il libro racconta un mondo che ha elementi estremamente attuali; è stata una grandissima esperienza. Sono rimasto commosso dalla riuscita e della grandiosità del progetto. Non ho mai visto il film con Connery anche per non farmi influenzare».
Turturro interpreta proprio Guglielmo da Baskerville, il monaco francescano che indaga su una serie di misteriosi omicidi in un monastero italiano del XIV secolo. Rupert Everett (assente ieri alla presentazione a Roma) è lo spietato inquisitore Bernard Gui e Michael Emerson è l'abate. La stella nascente Damian Hardung il novizio Adso da Melk. Turturro ha trovato una risonanza moderna in questa storia medievale. «Ho pensato che fosse un libro molto importante, forse più in questo particolare momento rispetto a quando è uscito», prosegue Turturro. «Guardi tutte le cose che stanno esplodendo dappertutto, gli uomini “forti” che sono al comando; tutti gli scandali l'oppressione delle donne da parte degli uomini: è tutto nel libro, tranne ovviamente la tecnologia di oggi».
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