Tutti i Luoghi di Mattia Colasante in mostra a Civitella

CIVITELLLA DEL TRONTO. È stata inaugurata lo scorso sabato pomeriggio alla Fortezza spagnola di Civitella del Tronto la mostra fotografica di Mattia Colasante, 24 di Guardiagrele, dal titolo “I...
CIVITELLLA DEL TRONTO. È stata inaugurata lo scorso sabato pomeriggio alla Fortezza spagnola di Civitella del Tronto la mostra fotografica di Mattia Colasante, 24 di Guardiagrele, dal titolo “I luoghi dell’abbandono”, mostra divisa in due sezioni: la prima porta lo stesso nome e presenta foto in bianco e nero, la seconda dal titolo “LaChapelle 2.0” con foto a colori ispirate al fotografo americano David La Chapelle. La mostra è curata da Massimo Pasqualone e Chiara Callara resterà aperta fino al 30 settembre.
Nei “Luogi dell’abbandono”, si legge nellle note di presentazione della mostra, c’è «la ricerca di luoghi turistici ed affollati teatro di ritrovi, incontri, emozioni, festa, viste da un altro punto di vista: quello della solitudine e della malinconia».
«Piazze», aggiungono le note, «strade, scorci creati e ideati per accogliere le masse dal punto di vista di un occhio solitario e malinconico».
Colasante si è diplomato all’Accademia delle belle arti di Macerata nell’indirizzo Teoria e tecnica della comunicazione visiva multimediale proseguendo poi i suoi studi alla scuola di alta formazione Cfp Riccardo Bauer di Milano con indirizzo Progettazione visiva e fotografia. Nel corso degli ultimi anni i suoi interessi sono stati principalmente rivolti alla fotografia paesaggistica e urbanistica. La sua ricerca personale si incentra sulla sperimentazione di tecniche lente e riflessive quali la fotografia notturna, lunghe esposizioni ed analogica.
«Questa mostra è sicuramente un lavoro di ricerca e di studio da parte dell’artista», spiega la curatrice dell’esposizione, Chiara Callara, «portato avanti lungo gli anni. È stato un progetto che lo ha sempre incuriosito profondamente, quindi lo studio dei paesaggi e di quei luoghi molto affollati dai quali però traspare una certa tristezza e malinconia».
«Il progetto», racconta Colasante, «è nato nel 2012 dopo una vacanza in Spagna. Da lì sono rimasto molto colpito dai paesaggi e da tutte le persone che camminavano senza preoccuparsi di cosa succedesse attorno a loro. Da lì ho voluto continuare questo progetto per tutta Italia e per altre capitali in cui mi sono trovato, ho continuato quindi a fotografare le piazze principali e le strade più rappresentative di tutti i posti in cui sono andato, sempre di notte e in bianco e nero per evocare sempre di più questa sensazione di malinconia e di abbandono perché anche se effettivamente sono luoghi dove ci sono molte persone, le stesse persone non si vedono mai bene né di faccia né per quello che sono, sono girate di spalle, sono sempre mosse».
«Portando avanti questo tema della malinconia», aggiunge Mattia Colasante, «ho voluto portare avanti questa serie che poi è terminata con gli ultimi lavori che sono stati realizzati nel 2017. Ho cominciato la mia formazione a livello fotografico quattro anni fa all’Accademia delle Belle Arti a Macerata dove mi sono laureato a febbraio di quest’anno in Comunicazione visiva multimediale, lì ho iniziato un approccio più teorico e tecnico sia sulla fotografia che anche sul mondo del video, ho continuato sulla strada della fotografia tanto che l’anno scorso ho iniziato una scuola specifica a Milano al Cfp Bauer, quest’anno continuerò il corso di fotografia dentro questa scuola, l’anno prossimo mi diplomerò e poi si vedrà come andare avanti. Speriamo che questo sia il primo evento di tanti, spero di tornare qui l’anno prossimo con il mio nuovo progetto che sto portando avanti da qualche anno e magari tornerò ad esporre qui l’anno prossimo».
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