Tutto “Il cielo in una stanza”: alla Gnam l’azzurro di Spalletti

17 Ottobre 2021

Alla Galleria romana primo evento espositivo sul maestro abruzzese scomparso

PESCARA . L’azzurro atmosferico di Ettore Spalletti domina e riscrive gli spazi del salone centrale della Gnam (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea) con la mostra “Ettore Spalletti. Il cielo in una stanza” che si inaugura lunedì 25 ottobre alle 18.30 a Roma, primo evento espositivo che celebra il grande maestro, abruzzese di origine, protagonista dell’arte contemporanea internazionale a pochi anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2019.
La mostra è a cura da Èric de Chassey e in collaborazione con lo Studio Ettore Spalletti, e resta aperta al pubblico fino al prossimo 27 febbraio. Un corpus selezionatissimo di opere, tra pittura e scultura, riscrive gli spazi del Salone trasformandolo in un paesaggio che esprime il senso e la portata della ricerca artistica di Spalletti, protagonista di un percorso solitario e caratterizzato da tratti di unicità nella storia dell’arte contemporanea italiana, da quando, a partire dagli esordi negli anni Settanta, ha attraversato il turbinio delle avanguardie da una prospettiva distaccata, originale e fortemente coerente. Le opere provenienti dallo Studio Ettore Spalletti si affiancano ad altre opere appartenenti alla collezione permanente della Gnam, esposte come inserti in “Time is Out of Joint”. Scelte rigorose e una chiarissima educazione visiva hanno posto un limite a forme geometriche primarie e a colori di elezione, come l’azzurro, il bianco, il grigio, il rosa e il porpora. Altrettanto per le forme scultoree, come la colonna, elemento della tradizione, l’ellisse, il bacile e l’anfora. Ma è un limite che tende all’infinito, dove le regole auree dell’artista hanno il potere di amplificare la forza espressiva delle sue opere, dalla stesura del colore puro alle studiate interazioni con le superfici e le dinamiche ambientali. Nelle intenzioni dei curatori, un invito allo spettatore a «immergersi nel paesaggio evocato dal monocromo e a prenderne parte come esperienza emozionale». Nelle parole del curatore de Chassey: «La scelta precoce del monocromo da parte di Ettore Spalletti come mezzo privilegiato per creare quadri, sculture e spazi si è rivelata nel corso dei decenni particolarmente felice. Invece di porre un limite, ha aperto a possibilità impreviste di fare esperienza senza confini dell’infinito, attraverso una riflessione concreta su materialità specifiche». Le vibrazioni del colore azzurro seguono il variare della luce e delle situazioni atmosferiche, mentre anche il tempo di chi osserva acquista una dimensione meditativa. Si coglie quindi la presenza di una tensione metafisica che ha caratterizzato la ricerca di Spalletti, a livello artistico e personale. Gli interrogativi sulla dimensione incorporea che l’oggetto artistico possiede sottendono un profondo coinvolgimento spirituale, lo stesso che lo guida nell’intento di tradurre il soprannaturale in qualcosa di tangibile, di portare il cielo in una stanza.