UltraStudio chiude con David Von Bahr e vola a Los Angeles

30 Ottobre 2019

PESCARA. Cinque anni di attività, uno spazio a Pescara e uno a Los Angeles, collaborazioni internazionali e un sistema di relazioni tessuto nel segno di un'indipendenza irrinunciabile: UltraStudio...

PESCARA. Cinque anni di attività, uno spazio a Pescara e uno a Los Angeles, collaborazioni internazionali e un sistema di relazioni tessuto nel segno di un'indipendenza irrinunciabile: UltraStudio nasce da un'idea di arte intesa come lavoro comune, come punto di contatto tra persone che partono da background completamente diversi.
Tutti insieme decidono di recuperare un edificio in periferia, in via Raiale, capannone artigianale poi industriale, dalle molte vite, per dargli una forma nuova, per farlo diventare uno degli artist run space più importanti d'Italia. Che con il Progetto Guest offre a Pescara un'opportunità di relazionarsi con una creatività innovativa, visionaria, vitale. Con “Affresco”, l'esposizione dell'artista svedese David Von Bahr, UltraStudio chiude in questi giorni la programmazione abruzzese per spostarsi a Los Angeles, dove domenica sarà inaugurata una esposizione di Roxman Gatt. Von Bahr nasce da un'esperienza legata al writing, che poi si è evoluta in una proposta che, a Pescara, è per una parte su muro, accompagnata poi da opere più controllate. In cinque anni negli studi sono passati trentotto artisti, tutti rigorosamente scelti sulla base di gusti personali, tutti con un bel respiro professionale con cui lavorare in sintonia: sono rimasti a Pescara per una settimana, proponendo in parte opere già pronte, accompagnate da produzioni create per spazi nati proprio per essere cambiati. Non ci sono filtri in queste relazioni, niente agenti, niente intermediari, ma un rapporto artistico diretto proprio nel segno della più totale indipendenza culturale e di scelta.