“Un’ora sola vi vorrei”, Brignano raddoppia la data pescarese

7 Luglio 2019

PESCARA. Teatri e arene pieni, un successo ovunque. Ed Enrico Brignano va incontro al suo pubblico sempre più folto e fedele aggiungendo nuove date alla tournée estiva di “Un’ora sola vi vorrei” il...

PESCARA. Teatri e arene pieni, un successo ovunque. Ed Enrico Brignano va incontro al suo pubblico sempre più folto e fedele aggiungendo nuove date alla tournée estiva di “Un’ora sola vi vorrei” il nuovo spettacolo dell’attore e comico romano.
Anche a Pescara, visto il sold out, il “Biglietto d’oro” raddoppia la tappa, così a quella del 26 agosto si aggiunge ora la data di martedì 27 agosto sempre al Teatro D’Annunzio sempre alle ore 21, organizzato da Alhena Entertainment. Dopo il grandissimo successo di “Innamorato Perso”, con cui il comico ha fatto ridere ed emozionare il pubblico italiano nei palazzetti di ben 14 città, ecco la nuova produzione, “Un’ora sola vi vorrei”, inedito one man show che sfida e rincorre il tempo. «“Ruit hora”, dicevano i latini. “Il tempo fugge”, facciamo eco noi oggi», osserva l’attore sul palco. «Che poi, che c’avrà da fare il tempo, con tutta questa fretta? E come mai, se il tempo va così veloce, quando stiamo al semaforo non passa mai? “L’attesa del piacere è essa stessa piacere”, sosteneva Oscar Wilde. In effetti, Oscar ha ragione. Perché quando sei sotto al sole alla fermata dell’autobus, ti fanno male i piedi, non ci sono panchine, è ora di pranzo e non hai neanche un pacchetto di crackers, e tornare a casa sarebbe essa stessa un piacere, lì l’attesa del piacere, per piacere, si capisce che è un piacere, no? Mi sa che le teorie di Oscar Wilde vanno un po’ riviste». A spasso nel suo passato, tra ricordi e nuove proposte che gettano un ponte sul futuro, Enrico passeggia sulla linea tratteggiata del presente, saltella tra i minuti, prova a racchiudere il fiume di parole che ha in serbo per il suo pubblico e a concentrarle in un’ora e mezza di spettacolo. Ma il titolo dice “un’ora sola”. «Sì, ma la mezz’ora accademica non ce la mettiamo?».
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