Un successo senza confini dalla Maggiolata di Ortona alla consacrazione parigina

ORTONA . Cento anni e non dimostrarli, un successo senza tempo e senza confini, un motivo popolare agreste e gentile come gli abruzzesi sanno essere. Parliamo di “Vola vola vola” l'inno abruzzese per...
ORTONA . Cento anni e non dimostrarli, un successo senza tempo e senza confini, un motivo popolare agreste e gentile come gli abruzzesi sanno essere.
Parliamo di “Vola vola vola” l'inno abruzzese per antonomasia, musica di Guido Albanese su versi di Luigi Dommarco in vernacolo ortonese, matrice comune ai due autori che giusto un secolo fa, nel 1922, testimoniavano la clamorosa consacrazione di “Vola, Vola, Vola” alla Terza Maggiolata di Ortona (maggio ’22), solo pochi giorni dal meno fortunato debutto al primo Concorso regionale per la Festa delle canzoni di Lanciano (aprile '22). Una delusione soprattutto per Albanese, raccontano le cronache, che vide bocciata la sua musica in quanto poco originale, legata agli stilemi della canzone di Piedigrotta, mentre il testo di Dommarco si classificò al sesto posto. Destino dei grandi quello di non essere subito riconosciuti in patria. La consacrazione internazionale avvenne invece nel 1953 al Festival internazionale di Parigi, quando “Vola vola vola” arrangiata da Nello Segurini risultò prima tra le sessanta canzoni in concorso aprendosi così la strada del successo discografico. «E vola vola vola vola/ e vola lu cardille; nu vasce a pizzichille/nè mi le può nega’...», un semplice gioco fanciullesco, il pretesto per un ricordo d'amore sono i motivi alla base del componimento. Un testo nostalgico, delicato, forse malizioso; una scrittura musicale semplice e popolare: un tempo di mazurca che alterna una strofa (corale) e due ritornelli (solistici) rappresentano le chiavi del successo del brano riconosciuto quale raro esempio di canzone popolare italiana dialettale non napoletana, tanto da meritare il successo internazionale e conoscere numerose incisioni. «Un centenario di cui andare fieri, un successo impossibile da replicare in tempi moderni ma comunque da celebrare degnamente». Se ne dice convinto Carmine Di Donato, abruzzese di Roccascalegna, organizzatore e presentatore di festival dedicati al folclore, referente per la provincia di Chieti della Settembrata Abruzzese. «Non c'è corale che non esegua “Vola Vola” all’unisono, né festival folcloristico che si concluda senza intonarlo. “Vola vola” è il simbolo musicale dell'Abruzzo, tra i grandi canti abruzzesi certamente è il più popolare che tutti conoscono», sottolinea Di Donato. «D'altronde» aggiunge «si tratta di un canto che abbraccia musicisti autori e poeti importanti, peraltro di Ortona, città dov'è nata la canzone d’autore abruzzese se si esclude l’esperienza del cenacolo michettiano di Francavilla, dove nel 1888 nacque la prima canzone d'autore, “La Viuletta” di Bruni-Tosti . Giusto pensare di ricordare la storia di “Vola Vola Vola” e riproporla magari con un premio riservato ai nuovi validi autori della canzone abruzzese d’autore, un invito ad ampliare e rinnovare il repertorio delle corali perché il folclore è appartenenza, un modo di essere», afferma l'operatore culturale roccolano. «L'idea», conclude, «è di organizzare un festival a tappe in piena estate nella provincia di Chieti, terra tradizionalmente vocata al canto in Abruzzo». (j.f.)