Un tour alla scoperta di Pescocostanzo tra storia e artigianato

17 Giugno 2022

Domani l’evento per rilanciare arti e mestieri di un tempo Chiese, botteghe e musei aprono i battenti per i turisti

Il prossimo settembre sarà l’Abruzzo ad ospitare la 14a edizione del Festival nazionale dei borghi più belli d’Italia, l’appuntamento annuale più importante dell’associazione, un’occasione per scoprire le bellezze e le eccellenze dei piccoli centri d’Italia. L’edizione 2022 durerà tre giorni, dal 9 all’11 settembre, e si svolgerà nei borghi di Abbateggio e Caramanico Terme, ma nel frattempo ci sono le “iniziative di avvicinamento” che anticipano il festival e che si svolgono negli altri borghi abruzzesi e molisani membri dell’associazione.
Per la settima tappa del percorso di avvicinamento al Festival dei borghi più belli d’Italia, si terrà domani un’evento a Pescocostanzo, in cui l’associazione percorrerà l’antica “via degli Abruzzi”, per fermarsi alle pendici del Monte Calvario, nell’antico borgo dell’Alto Sangro. Un evento centrato sull’artigianato quale anello di congiunzione tra il turismo sostenibile e gli antichi mestieri da riscoprire. L’iniziativa consentirà di vivere un’esperienza diretta con le arti e i mestieri di un tempo, a partire dalla lavorazione del tombolo, tipica del borgo abruzzese. Muovendosi attraverso il borgo, si potranno conoscere le caratteristiche sociali, culturali e tradizionali per riscoprire il passato e riappropriarsi delle più autentiche forme di socialità. Ospiti d’onore dell’evento di Pescocostanzo saranno Serena Pellegrino, già parlamentare e vicepresidente della commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera dei Deputati, e Stefano Cianciotta, presidente di Abruzzo Sviluppo.
L’evento sarà l’occasione per scoprire, del bellissimo borgo di Pescocostanzo, una storia fatta di bellezza: l’architettura, i mestieri e le arti apprese e tramandate nel tempo.
Proprio l’architettura sarà il primo elemento ad essere presentato agli ospiti dell’Associazione: la basilica di Santa Maria del Colle, nata nel 1466 su un antico nucleo religioso, è il museo della storia dell’arte pescolana, poiché racchiude in sé una considerevole varietà di forme, arredi, materiali e strutture che nel tempo hanno impreziosito l’edificio. Da visitare anche le chiese eremitali di Sant’Antonio e di San Michele, già luoghi di culto pagani.
Nella passeggiata lungo le vie del borgo si visiteranno poi le botteghe artigiane, simbolo dell’economia tradizionale del luogo, che traggono la loro origine proprio nello scambio commerciale che la “via degli Abruzzi” favorì a partire dal medioevo. Molti maestri artigiani lombardi, infatti, allettati dalla grande richiesta e dal fervore socioeconomico della zona, decisero di trasferirsi in questi territori, in una sorta di “migrazione alla rovescia” rispetto a quanto avvenuto nel secolo scorso e fino ai giorni nostri. All’epoca, per Pescocostanzo derivò lo sviluppo di un artigianato di altissimo livello, che si perfezionò nella lavorazione del ferro battuto, dell’oro con la filigrana e dei merletti a tombolo.
Nel museo del tombolo si avrà la possibilità di vedere da vicino la maestria delle ricamatrici, che davano e ancora danno forma a meravigliosi disegni con intrecci laboriosi e pazienti. Ogni giro rappresenta un intreccio di antico e moderno, che è il filo conduttore dell’evento a Pescocostanzo. La scuola pescolana del tombolo ha rappresentato, nei secoli, un fenomeno a sé, un’industria e un patrimonio per l’intera collettività locale, in cui la famiglia si trasforma in laboratorio artigiano.
Altra eccellenza del luogo è la produzione casearia, che si degusterà presso il giardino di Palazzo Fanzago, prima di prendere parte, presso l’Auditorium San Nicola, al convegno “Intrecciare, plasmare, gustare, vedere…vivere. La tradizione come ponte verso un futuro dinamico, attraverso il presente reale”.
Altri intrecci, ma questa volta nei metalli preziosi dell’oro e dell’argento, sono trasposti nell’arte della filigrana, la lavorazione basata sulla lavorazione e sulla saldatura, nei punti di collegamento, di sottili fili di metallo ritorto, o lamine, sagomati o spiralizzati per la formazione di arabeschi e disegni in genere disposti simmetricamente. Un altro punto fondamentale per la cultura e l’attrazione che questo borgo può offrire ad un tipo di turismo esperienziale e sostenibile.
Situata tra gli immensi e silenziosi pascoli a 1.400 m di altitudine, Pescocostanzo vanta un eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale che sviluppò soprattutto tra il 1440 e 1700. La tradizione artigiana è riuscita a rimanere viva nel paese, lasciando intatto il patrimonio di esperienza, capacità tecnica, stile e qualità. La lavorazione del merletto a tombolo, quella della filigrana e del ferro battuto rappresentano un punto di forza dell’offerta turistica locale. Pescocostanzo ha saputo recuperare l’antico ruolo, accreditandosi definitivamente come meta di turismo, arte e cultura, oltre che di soggiorno estivo ed invernale, grazie all’ambiente naturalistico eccezionale.
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