Un weekend alla scoperta di un patrimonio nascosto di arte, natura e bellezza

7 Maggio 2021

Sabato 15 e domenica 16 maggio porte aperte in sette siti abruzzesi Franceschini: «Un nuovo Rinascimento, con l’Italia protagonista»

ROMA. Seicento aperture, di cui metà all’aperto, in 300 città e 19 regioni, nel rispetto delle norme anti-covid. Tornano sabato 15 e domenica 16 maggio le Giornate Fai di Primavera, primo grande evento dedicato all’arte e alla cultura dopo le chiusure forzate. Un piccolo regalo agli italiani, frutto dell’entusiasmo delle 335 delegazioni e dei volontari Fai sparsi in tutto il Paese, pronti ad aprire e raccontare luoghi di eccezionale bellezza, spesso inaccessibili al pubblico. Da quel caleidoscopio di arte e architettura che è il Castello di Sammezzano a Reggello (FI) alle semisconosciute chiese di Gio Ponti tra Milano e Taranto, da Villa il Vascello a Roma al Palazzo Malvinni Malvezzi a Matera, con la sua luminosa commistione tra barocco e neoclassico. E ancora il Parco archeologico del Pausilypon, vicino Napoli, con la monumentale villa romana sul mare, che tanto piacque all'imperatore Augusto. «In quasi mezzo secolo di manifestazioni», ha ricordato il presidente del Fai Andrea Caradini, «abbiamo promosso oltre 60 mila luoghi in tutta Italia. Quest'anno potremo accogliere solo 220 mila visitatori, con un terzo dei luoghi. Meglio di niente, fino a pochi giorni fa non eravamo sicuri neanche di poterlo fare». Mentre il ministro della cultura, Dario Franceschini ha ribadito come la «riapertura intelligente, scrupolosa e coraggiosa» dei luoghi della cultura siano «un grande nuovo Rinascimento, con l'Italia protagonista».
Ulteriore prova della grande richiesta di bellezza da parte degli italiani, il boom di richieste per il Castello di Sammezzano, «totale pazzia di quell'eccentrico del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes D'Aragona»: in meno di due ore, esauriti 900 posti disponibili e sito web preso d'assalto.
Ma nelle due giornate a spalancare porte e cancelli anche sette siti abruzzesi, divisi tra luoghi di culto, ville, borghi, parchi naturali e archeologici. A cominciare da Pettorano sul Gizio, borgo medievale arroccato su uno spuntone calcareo tra il fiume Gizio e il torrente Riaccio, baluardo meridionale d'accesso alla Valle Peligna. In occasione delle Giornate Fai si potrà scegliere tra tre proposte di visita: un percorso alla scoperta del borgo, con le cinque porte di accesso, il castello Cantelmo, i palazzi gentilizi e i resti della cinta muraria; oppure l’escursione nella Riserva Naturale alla scoperta di paesaggi e fauna e infine un itinerario speciale, riservato agli iscritti Fai, alla scoperta della Pettorano segreta.
A Pereto, sempre nell’Aquilano, sarà aperto la domenica dalle 10 alle 17 il Santuario della Madonna dei Bisognosi, sul Monte Serra Secca, a 1043 metri slm, punto privilegiato per ammirare tutta la Piana del Cavaliere. La chiesa risale al 1780: fatta edificare dal Cardinale Pietro Colonna Pamphili, conserva pregevoli cicli di affreschi, tra cui il Giudizio Finale di Desiderio da Subiaco.
Domenica 16 maggio, a Rocca di Botte si potranno seguire i passi di San Pietro l’Eremita in un percorso di tre ore che parte dalla casa natale del Santo nel borgo e si snoda nel bosco tra querce, carpini e faggi, fino al Santuario della Madonna dei Bisognosi, dove San Pietro si rifugiava a pregare.
A San Vito Chietino si potrà visitare l’Eremo dannunziano, dalle 10 alle 17.30. Piccola casa rurale circondata da una natura selvaggia, nell’estate del 1889 l’Eremo fu ritiro “d’amorosi sensi” di Gabriele d’Annunzio e Barbara Leoni, la “bella romana” musa e compagna del poeta per cinque anni. Qui D’Annunzio occupò la stanza al piano inferiore, biblioteca e luogo adatto alla “vita orizzontale e al sogno”, e la camera da letto al piano superiore. Dal cimitero del Verano, le spoglie di Barbara Leoni sono state traslate qui, nel luogo in cui “ella arse, i suoi resti mortali ancora frementi d’amore”. Incantevole la vista sulla Costa dei Trabocchi.
La visita al Campanile della Chiesa di Santa Maria Maggiore è prevista a Vasto, da venerdì 14 a domenica 16 maggio, dalle 14 alle 18.30. L’imponente campanile fu edificato nel periodo normanno come torre difensiva e solo in seguito usato, dopo rifacimenti e ampliamenti, come campanile. L'attuale torre campanaria è alta circa 40 metri: accessibile tramite una piccola scala a chiocciola in pietra, presenta una terrazza da cui si ammira un panorama spettacolare. Guida d'eccezione per la visita sarà Don Domenico Spagnoli.
A Teramo è prevista la visita al Palazzo del Governo, sabato e domenica dalle 10 alle 18. Costruito in stile neoclassico tra il 1827 e il 1838, con Teramo capoluogo durante l’occupazione francese, è abbellito da un grandioso apparato decorativo. La visita prevede la scoperta delle sale di rappresentanza, solitamente chiuse al pubblico: una tipica “infilata di stanze” di stampo settecentesco che ospita una collezione di arredi e opere d'arte. Sempre a Teramo, domenica 16 dalle 10 alle 18 si terrà la Biciclettata di Primavera attraverso il centro storico, sul lungofiume Tordino fino alla Necropoli di La Cona-Ponte Messato, in un percorso tra natura e paesaggio.
Una visita tutta declinata all’ambiente, invece, a Scafa, dove si potrà prenotare (entro le 12.00 del 14 maggio), l’ingresso al Parco del Lavino per sabato o domenica, dalle 10 alle 18. Le acque sulfuree del fiume Lavino che scendono dal massiccio della Majella, all’interno del Parco prendono un meraviglioso colore tra l'azzurro e il turchese, in una tavolozza di sfumature offerte da particolari alghe e solfati disciolti. L’itinerario del Fai permetterà di scoprire le polle sorgive, il Mulino Farnese, le antiche opere di canalizzazione e l’ambiente naturale del Parco, per terminare nella vecchia centrale idroelettrica, dove si potrà ascoltare la storia dello sviluppo industriale dell'area.