Una boccata d’arte con l’installazione di Fato

13 Settembre 2020

Le opere dell’artista pescarese esposte all’aperto, protagonista con “Fiamma d’Amore Viva” ad Acquaviva Picena

PESCARA. «La bellezza del mondo, nel suo paesaggio, brucia gli occhi; bisogna arrendersi, sventolare una bandiera bianca sporca delle ceneri che cadono dagli occhi, farla pulire dal vento, per poterli curare; prima di dipingere (ancora)». Con occhi incendiati di bellezza Matteo Fato ha guardato, dipinto, dato fuoco e infine restituito al visitatore la storia del borgo marchigiano di Acquaviva Picena, in provincia di Ascoli, uno dei venti borghi italiani coinvolti da “Una boccata d’arte”, progetto d’arte contemporanea diffuso e corale realizzato da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua.
“Fiamma d’Amore Viva (il cielo e la terra non appartengono alla parola)” è l'installazione che l'artista abruzzese (Pescara 1979) quotato tra i più significativi artisti italiani della sua generazione, da ieri e per tutto il mese presenta nell’antica fortezza picena. Opere inedite e più recenti di Fato sono esposte dentro e fuori le torri e nella chiesa romanica di San Rocco, bellezza del paesaggio vergata a fuoco dall’arte contemporanea. Ieri, serata inaugurale con “sorpresa”, accesa da un’azione artistica in tandem con il filologo Gianni Garrera, dalle torri di avvistamento in Fortezza.
Il progetto si riallaccia alla metaforica funzione comunicativa della fiamma, racconta la curatrice Adele Cappelli. «Nell’antica frazione medievale, il termine “fuochi” identificava i nuclei familiari residenti, così Fato con “Fiamma d’Amore Viva” torna a contrassegnare uno spazio intimo, di momenti vivi alla percezione. L’opera di Fato s’insinua dove cielo e terra non appartengono alla parola e affida a un’antica fiamma, alimentata dallo sguardo dell’arte e dai versi di Giovanni della Croce, l’azione di accendere il borgo». Pittura dal vero, bellezza bruciante, desiderio di salvezza e di rinascita, la nuova vita che tutti cerchiamo dopo i giorni sospesi della pandemia, pare suggerire l’artista. Lo studio del paesaggio en plein air da cui procede la sua pittura è al centro dell’ indagine, modalità profondamente calata nella sensibilità del contemporaneo che Fato continua a sperimentare facendo seguito all’installazione a cielo aperto nelle foreste vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo con Arteparco, la scorsa estate. L’ingresso alla mostra in Fortezza è contingentato con mascherina obbligatoria e registrazione dati in loco secondo il protocollo anticovid. Le installazioni nelle strade del borgo sono sempre visibili. Questi gli orari di visita: festivi e pre-festivi dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.
E “Una boccata d’arte” tocca anche l’Abruzzo con l'installazione degli Antonello Ghezzi (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi) nel borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio. Per l’occasione l’incantevole borgo affacciato sul Gran Sasso aquilano appare vestito di innumerevoli bandiere che sventolano, issate tra le case e i palazzi. Le installazioni diffuse sono sempre visitabili senza prenotazione. L’alzabandiera e l’ammainabandiera del pennone avverranno tutti i giorni fino all’11 ottobre.