Una domenica di divertimento al Fenaroli con la commedia dialettale “Ma come si chiame?”

LANCIANO. Una domenica all’insegna della spensieratezza e del divertimento, quella in programma al teatro Fenaroli di Lanciano. Questo pomeriggio, alle ore 17, prenderà il via la nuova edizione del...
LANCIANO. Una domenica all’insegna della spensieratezza e del divertimento, quella in programma al teatro Fenaroli di Lanciano. Questo pomeriggio, alle ore 17, prenderà il via la nuova edizione del Festival “Premio Maschera d’Oro – Città di Lanciano”, la rassegna di teatro dialettale curata dall’associazione Amici della Ribalta, inserita nella stagione teatrale 2023/24 del Fenaroli. A inaugurare la kermesse sarà “Ma come si chiame?”, commedia brillante in due atti che porta la firma di Tonino Ranalli. In scena ci sarà la compagnia teramana La Bottega del Sorriso di Castellalto, diretta da Elisabetta Gianforte. Al centro dell’esilarante commedia ci sono, rivelano le note di presentazione, le «belle tradizioni, come quella di “rinnovare il nonno”», particolarmente sentite in Abruzzo e, in generale, nel meridione d’Italia. L’usanza di dare al nascituro il nome del nonno, però, «rischia di essere stravolta. Fino a quando la questione rimane circoscritta a un diverbio tra moglie e marito, passi. Ma se ad intervenire in modo drastico sono anche i nonni, tutto si trasforma in una sarabanda pericolosa, ma divertentissima per lo spettatore». La coppia protagonista si barcamenerà tra i diversi personaggi che si alterneranno sul palco, pronti a chiedere quale sarà il nome dato al piccolo. La rassegna di teatro dialettale proseguirà il 10 dicembre (ore 17) con “Il morto sta bene in salute”.
Una comicità a tinte gialle, quella proposta da Gaetano Di Maio, che vedrà esibirsi la compagnia Arca di Trevi. Doppio appuntamento il 29 e il 30 dicembre (ore 21), con lo spettacolo “Parenti serpenti” di Carmine Amoroso, con gli Amici della Ribalta di Lanciano. «Una storia di tradizioni, di affetti familiari apparentemente forti, ma improvvisamente messa in dubbio dalle richieste degli anziani genitori di voler vivere con i figli», diventata negli anni Novanta un celebre film, diretto da Mario Monicelli. (r.a.b.)