Una lettura integrale dei Piccoli maestri di Meneghello

23 Marzo 2015

ROMA. «Ora è finita mi dicevo. In fondo non era colpa nostra se siamo ancora vivi. Sì è stata tutta una serie di sbagli, la nostra guerra; non siamo stati all’altezza. Siamo un po’ venuti a mancare a...

ROMA. «Ora è finita mi dicevo. In fondo non era colpa nostra se siamo ancora vivi. Sì è stata tutta una serie di sbagli, la nostra guerra; non siamo stati all’altezza. Siamo un po’ venuti a mancare a quel disgraziato del popolo italiano. Almeno io, gli sono certamente venuto a mancare; si vede che non siamo fatti uno per l’altro».

Luigi Meneghello lo scrive in una delle prime pagine del suo romanzo «I piccoli maestri» che, da oggi fino a martedì 21 aprile, verrà integralmente letto da Michele Di Mauro nel programma di Radio3 “Ad alta voce” ogni giorno a partire dalle ore 17.

Un racconto del Novecento italiano e delle vicende partigiane fino al cuore delle celebrazioni dei 70 anni della Resistenza. Dopo quella di Italo Calvino, con “Il sentiero dei nidi di ragno” letto da Manuela Mandracchia, e Beppe Fenoglio (“I 23 giorni della città d’Alba” letto da Omero Antonutti), la voce di Luigi Meneghello, lo scrittore di Malo morto nel 2007 all’età di 85 anni, venata di amarezza e disincanto, rivive i giorni di quella tragedia collettiva che per il narratore e il suo gruppo di compagni si trasforma in apprendistato alla vita, tra agguati, rastrellamenti, uccisioni, «fughe» e «atti di valore», dando corpo e parole a personaggi indimenticabili.

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