“Una madre” al Marrucino: in scena l’arte a 360 gradi

8 Maggio 2023

Lo spettacolo di Amahì Saraceni tra installazione, danza e concerto Domani in prima nazionale per il Festival internazionale Artinvita 

CHIETI. Va in scena domani al Teatro Marrucino di Chieti la prima nazionale dello spettacolo Una Madre di Amahì Camilla Saraceni. Due appuntamenti, alle 21 e in replica scolastica alle 10.30, per un’opera che è un’installazione, un concerto, una danza. Nello spettacolo, che si inserisce nel calendario di Artinvita, il Festival Internazionale degli Abruzzi, ogni arte si affianca, si afferma, si isola e mette in risalto l’altra.
Il testo di Colm Toìbìn, Il testamento di Maria, a cui Amahì Saraceni si è liberamente ispirata, è il filo d’Arianna che percorre questa originale opera, in cui Maria, sola, lontana dal mondo, cerca di opporsi al mito forgiato dagli ex compagni di suo figlio. Dipingono un ritratto che lei non riconosce e rifiuta, costruita sulla leggenda che circonda la crocifissione. Un testo che trascende la religione per parlare di immigrazione, di “idoli” artificiali, della distanza che separa le generazioni. Sul palcoscenico, la recitazione neorealista di Vittoria Scognamiglio e l’universo contemporaneo portato da Alvise Sinivia ed Éloïse Vereecken. Sinivia porta in scena vecchi pianoforti ormai in disuso, disossati, di cui resta solo la tavola armonica, vecchi strumenti quasi arcaici collegati da fili di nylon che fanno risuonare una musica potente e inedita nello spazio e intrecciano legami tra storia ancestrale e modernità, tra movimento e suono, indagando come l’impiego di tutto il corpo può produrre musica.
L’argentina Amahì Saraceni si è laureata in Filosofia all’età di 20 anni. Dopo aver aperto una casa di moda a Buenos Aires, all’inizio degli anni ‘80 si trasferisce a Parigi, dove lavora alla realizzazione di sfilate per nomi prestigiosi come Chanel e Dior. Si occupa inoltre della creazione di costumi e scenografie per il cinema e la pubblicità, collaborando, tra gli altri, con Helmut Newton, Bruce Brown, Lester Bookbinder, Daniel Smith, Jean Jacques Beineix, Édouard Molinaro. Dopo aver deciso di dedicarsi interamente al teatro e alla danza, fonda nel 1985, con Juliette Binoche e Michel Feller, il Théâtre de Léthé a Parigi. Ha diretto una ventina di spettacoli, creazioni teatrali e coreografiche, lavorando con compositori come Gerardo Jerez Le Cam, Steve Arguelles, Laurent Petitgand e con autori come Chantal Akerman, Lydie Salvayre, Eduardo Manet, Jean e Mayotte Bollack, Olivia Rosenthal. Per il festival Tanztheater Wuppertal, ideato in Germania da Pina Bausch, crea Tango Nacht. Nel 2014 fonda il Collectif 2 Plus con cui apre le porte a nuovi artisti, privilegiando giovani e donne.
Alvise Sinivia è pianista, improvvisatore, compositore e performer. Artista curioso dal repertorio costantemente in evoluzione, sperimenta i paradossi e i limiti sonori e fisici degli strumenti. Formatosi al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e Danza di Parigi, ha collaborato con artisti dai diversi orizzonti: ballerini, coreografi, circensi, cineasti, pittori e scultori. Fondatore e direttore artistico del collettivo Warning, ha ideato diversi progetti con musicisti come Olivier Stankiewicz, Giani Caserotto, Vincent Le Quan. In residenza a Villa Medici per la stagione 2016-2017, dove ha approfondito la ricerca sul rapporto tra movimento e suono.
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