Uno sguardo sull’altro al Festival delle Culture

Documentari, incontri, approfondimenti e il concerto dell’Orchestra policulturale di Piazza Palazzo
Dopo l’anteprima del 4 ottobre con il film La mia classe di Daniele Gaglianone, torna il Festival delle Culture, il nuovo format realizzato dall’Aquila Film Festival, con il finanziamento del ministero della Cultura e del Comune dell’Aquila, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e il Centro Linguistico dell’università dell’Aquila e il Centro Culturale “Le Officine” di Fontecchio. Nato con l’ambizione di offrire un punto di vista su altri Paesi e culture attraverso lo sguardo dei cittadini stranieri, la rassegna mescolerà musica, cinema e gastronomia ad approfondimenti più seri su argomenti come il fenomeno delle migrazioni, le seconde generazioni di immigrati, i diritti civili.
Partenza mercoledì 2 novembre con un apericoncerto: sul palco l’Orchestra Policulturale di Piazza Palazzo, nata proprio in occasione del Festival e costituita da nove elementi di nazionalità diverse: Asaref Howladir (Bangladesh, vocalist e ballerino), Bruno Morello (Argentina, chitarra e voce), Alain Jackson Bizimana (Burundi, basso e piano), Armando Rotilio (Italia, percussioni), Karaba Coulibali (Burkina Faso, kora e percussioni), Emanuele Castellano (Italia, pianoforte), Sebastian Alvarez (Perù, percussioni), Tayyab Aziz (Pakistan, voce), Fabrizio De Melis (Italia, violino, chitarra e armonica). In serata proiezione del documentario sulla musica urbana contemporanea senegalese Feneen di Giulia Rosco, che interverrà con i produttori Jennifer Caodaglio e Frank Sativa. Il 3 novembre doppio appuntamento con il documentario dell’aquilano Francesco Paolucci, I senza nome, e l’inaugurazione della mostra del fotografo Andrea Mancini: entrambi parteciperanno ad un incontro con il pubblico. A seguire l’artista e regista peruviano Sebastian Alvarez racconterà le realtà di Brasilia e dell’immensa voragine delle miniere di Cerro de Pasco in Perù, proiettando stralci di sue opere. La sera del 4 novembre sarà dedicata alle Dame della Perdonanza Celestiniana 2022, l’afgana Kawsar Abulfazil e la venezuelana Adriana Carolina Pinate, mentre il 5 novembre sarà ospite Phaim Bhuiyan, regista e protagonista del fortunato film Bangla, commedia sulla condizione degli immigrati di seconda generazione, sempre sospesi tra la cultura di origine e quella del Paese in cui sono cresciuti. Chiusura dedicata all’attualissimo tema dei diritti delle donne in Iran, con il documentario Be my voice di Nahid Persson e gli interventi del dottor Homayoun Effati e dell’avvocato Daniela De Nuntis, della comunità iraniana.
Ingresso libero agli eventi.