Uscito “Rose di Capodanno” la discesa agli inferi di Falconi

15 Febbraio 2023

TERAMO. Una discesa agli inferi, nelle pieghe del male più contorto e morboso: nel libro di Caterina Falconi “Rose di Capodanno”, edito dalla casa fiorentina Vallecchi, ci si addentra in un...

TERAMO. Una discesa agli inferi, nelle pieghe del male più contorto e morboso: nel libro di Caterina Falconi “Rose di Capodanno”, edito dalla casa fiorentina Vallecchi, ci si addentra in un perturbante giallo thriller, aperto nelle prime righe dalla soggettiva della vittima. Teramo e dintorni il luogo dell’efferato delitto e della serrata indagine: la trama si snoda nell’arco di una decina di giorni, dall’ultimo dell’anno 2017, quando viene trovato nella palestra della Casa del Sorriso il cadavere dell’assistente sanitaria Claudia, uccisa forse nel corso di un amplesso, come i particolari osceni suggeriscono. Teatro del crimine, nell’immaginaria contrada Centogatti, un’ex scuola trasformata in istituto di riabilitazione, gestito dalle suore gertrudine, ordine (inventato) sui generis, donne ferite dalla vita mondana che vivono nell’attiguo convento ricavato da una serra. A indagare un’investigatrice bella e tormentata, l’ispettore capo Vera Ferri, che somiglia a Sylvia Plath, e una pm scicchissima e acuta, Manuela Travaglini, che somiglia a Anne Sexton, due poetesse suicide. Le due inquirenti, però, sono toste e con intelligente fiuto, nonostante la sgradevolezza dell’indagine (ma esistono indagini gradevoli?), troveranno la soluzione al caso. Per Vera, in particolare, ancora segnata nell’anima da una relazione tossica, l’indagine rappresenterà una prova dolorosa che le smuoverà dentro i cascami degli abusi subiti ma che, proprio per questo, le farà riconoscere nel delitto la presenza di uno psicopatico conducendola alla comprensione del mistero e a una catarsi personale. Nell’indagine le saranno d’aiuto la giovane collega Stella Bellosguardo, appassionata di horror, l’amico psichiatra Massimo Dejana, corteggiatore senza speranza, il commissario Mariano Farandola, omone solido e affidabile, anche lui innamorato di Vera. Tutti i personaggi sono ben disegnati, negli aspetti esteriori e interiori, nelle dinamiche relazionali. Forse pure troppo, tant’è che quando a un terzo di libro entra in scena una figura laida e manipolativa già solo per antipatia il lettore è portato a sospettarne. Ma la narrazione non perde mordente e attrattiva, sembra anzi che l’onnisciente istanza narrante sfidi il lettore nella scoperta del movente nonostante questa intuizione. Caterina Falconi presenterà “Rose di Capodanno”, domani al Museo Barbella di Chieti, 17,30, e il 17 alle 18 nel bar Ad Maiora di Teramo per la rassegna DegustaLibri.