Valentina Alferj, la pescarese che “scrive” i libri di Camilleri

20 Novembre 2016

PESCARA. «Da quando sono diventato cieco, i pensieri tinti mi visitano più spesso. Cerco di scartarli; però tornano. A volte mi viene la paura del buio, come da bambino. Una paura fisica, irrazionale....

PESCARA. «Da quando sono diventato cieco, i pensieri tinti mi visitano più spesso. Cerco di scartarli; però tornano. A volte mi viene la paura del buio, come da bambino. Una paura fisica, irrazionale. Allora mi alzo e a tentoni corro di là, da mia moglie. Per fortuna ho Valentina, cui detto i libri: è l’unica che sa scrivere nella lingua di Montalbano, anche se è abruzzese».

Così Andrea Camilleri in un’intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera. Valentina, l’abruzzese che sa scrivere nella lingua di Montalbano, è la pescarese Valentina Alferj. Figlia dell’ex inviato del Messaggero, Guido Alferj, Valentina è, da 14 anni, al fianco dello scrittore siciliano. Valentina Alferj è contitolare dell’agenzia letteraria Alferj e Prestia.

Non è la prima volta che il 91enne papà del Commissario Montalbano accenna alla presenza e al ruolo preziosi della Alferj nella stesura materiale dei suoi libri. In un’intervista rilasciata al Venerdì di Repubblica, e pubblicata il 16 gennaio di quest’anno, lo scrittore diceva a proposito della sua collaboratrice: «Aspetto che arrivi la qui presente Valentina Alferj (la sua assistente), che si siede al computer al posto mio. Continuo a scrivere grazie a lei. Giocoforza, ha dovuto imparare il vigatese».

In un articolo pubblicato dalla Stampa, il 21 maggio scorso, si legge: «Ogni mattina per tre-quattro ore, come ha sempre fatto negli ultimi trent’anni (Camilleri ndr) detta nuove storie: “È il momento più felice della giornata, m’illumino d’immensa gioia”. E Valentina Alferj traduce in word la sua voce calda, patriarcale, piena di umanissimo rispetto per il mondo, la bellezza, il mistero dell’esistenza. Perché da sedici anni è la sua simbiotica assistente che, seppur abruzzese, ha imparato perfettamente il vigatese».

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