“Vallonia”, si ride con Turchi in verace dialetto abruzzese

14 Maggio 2023

LANCIANO. «La comicità è un dono, come diceva Totò, ma va anche esercitata: è la prima regola per il buonumore». Parola di Domenico Turchi, «il capitano di lungo corso dell’ilarità», come è stato...

LANCIANO. «La comicità è un dono, come diceva Totò, ma va anche esercitata: è la prima regola per il buonumore». Parola di Domenico Turchi, «il capitano di lungo corso dell’ilarità», come è stato definito il comico abruzzese originario di Gessopalena, che promette «simpatia, divertimento e tante risate» con lo spettacolo che oggi, ore 18, porterà al teatro “Fenaroli” di Lanciano. Si intitola “Vallonia”, e Turchi porterà in scena, oltre ad alcuni testi presenti nel suo omonimo libro, monologhi inediti.
Lo spettacolo, che si inserisce all’interno del Mese della Cultura patrocinato e promosso dal Comune di Lanciano, è organizzato dall’Associazione Fonderie Ars di Francavilla al Mare, attiva soprattutto in campo teatrale, in collaborazione con l’Agenzia Scribo di Lanciano e con il centro culturale Villa Sirena di Treglio. Lungo il corso della serata, la voce dell’attore gessano sarà accompagnata dalle note del maestro Angelo Turchi che, con grande abilità, avvalendosi alternativamente del sax, dell’organetto e della fisarmonica, suonerà brani di sua composizione. L’ironia di Turchi, sempre al riparo dalla banalità e dalla comicità facile e fine a se stessa, è «frutto di una lunga ricerca culturale, condotta negli anni attraverso la ricostruzione di bozzetti e personaggi reali prelevati dal mondo contadino a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso», si legge nelle note di presentazione di “Vallonia”, e tramite il recupero di un vocabolario di termini in dialetto abruzzese, per lo più scomparsi o poco in uso, che danno maggiore icasticità ai racconti. Turchi non è solo un maestro della risata: egli, sin dall’inizio della sua carriera, si è fatto «ultimo cantore di un universo perduto», recitano ancora le note, «quello della civiltà contadina appunto, che l’attore gessano rievoca e restituisce allo spettatore con innata leggerezza, senza rinunciare a una profonda umanità e a un’autentica poeticità».
Come afferma il regista abruzzese Sabatino Ciocca: «Artigiano dell’umanità delle nostre genti, Domenico Turchi la racconta con pazienza sorniona». È consigliato prenotare chiamando o inviando un whatsapp ai numeri dell’Agenzia Scribo 349-4652283 e 349-2546145; il biglietto, il cui costo è di 10 €, potrà essere ritirato o acquistato al botteghino del Teatro nel pomeriggio di domenica, dalle ore 15 alle ore 17.30.