Vanoni irrefrenabile: «Il mio show a 88 anni Avanti finché si può»

ROMA. L'età è uno stato mentale. Niente di più vero per la signora della musica italiana Ornella Vanoni. A 88 anni ad andare in pensione non ci pensa proprio, anzi: che sia un disco, una...
ROMA. L'età è uno stato mentale. Niente di più vero per la signora della musica italiana Ornella Vanoni. A 88 anni ad andare in pensione non ci pensa proprio, anzi: che sia un disco, una collaborazione con un collega, una partecipazione in tv non si tira indietro. Stavolta è il teatro, suo grande e mai abbandonato amore. «Ma si tratta solo di poche date. E ben distanziate. Ho bisogno di riposare perché sul palco mi spendo molto. E se la voglia di esibirmi è tanta, ogni tanto il corpo mi dice basta», ammette senza falsi pudori. All’origine di questa forza, spiega, «c’è la passione». «Ho studiato a Parigi, Londra e quando sono arrivata a Milano ero timidissima. Ho scelto la scuola del Piccolo per superare il mio imbarazzo. Io ero una cosa da inventare e Strehler mi ha inventata come donna e come attrice: ero come un Pinocchio. Il rapporto col pubblico è meraviglioso. Ho superato la mia timidezza per questo».
«In questa tournée», prosegue, «mi racconterò dialogando con il pubblico». Altro che ultimo tour, come ipotizzato dopo lo show nel 2015. «Si va avanti finché si può». Allora pronti per questi otto appuntamenti tra novembre e dicembre (il via il 10 a Firenze, poi Bologna, Torino, Genova, Padova, Roma, Brescia, Milano), tutti declinati al femminile. Nel titolo, Le donne e la musica, e per le «cinque musiciste bravissime» sul palco insieme a lei. «L'idea è nata grazie al mio amico Paolo Fresu. Ha detto che a Berchidda, il festival jazz che dirige, c'erano queste ragazze molto brave e ho pensato di fare un gruppo di tutte donne. Nel resto del mondo non è una novità. In Italia sì». Lo spettacolo sarà l'occasione per parlare di «cose sulle donne, ma anche sugli uomini. Senza per forza dimostrare che tutte le donne siano eccezionali. Abbiamo visto che con il #metoo c'è chi ne ha approfittato largamente. Nessuna donna ha piacere di essere stuprata, ma dipende anche da chi sei, da come ti proponi come persona. Se per incontrare un produttore vai nel suo appartamento e non nel suo studio...». E cita Asia Argento e il caso Weinstein. Ma di donne si parla anche per le proteste che stanno infiammando l'Iran dopo la morte di Mahsa e Hadis. «Tutto nasce dalle religioni. Anche la Bibbia ha influenze arabe. Le donne iraniane stanno dimostrando estremo coraggio». «L'attualità», dice ancora Ornella, «è mostruosa, siamo sopraffatti dalle immagini di ciò che succede nel mondo. Anche per questo nessuno legge più. Vediamo la guerra, la nube tossica nel mar Baltico... Il nuovo Governo? Mi sembrano tutte persone un po’ consumate, niente di nuovo all'orizzonte, Non viviamo un bel momento, ma inutile farlo pesare in teatro». Saranno invece le canzoni dai suoi cinquanta dischi, «quelle classiche e le “orfanelle” che non hanno la stessa popolarità», al centro di tutto. Musica e parole «per far ridere, per essere un po’ tristi anche, ma niente tragedie. Anche perché la vera tragedia è la povertà». E allora l'augurio che si può fare è solo uno: «speriamo che noi ce la caviamo».