Verrengia tra giallo e romanzo di formazione

30 Giugno 2021

“La spirale dell’estate” del narratore trapiantato a Pescara: spie e guerra fredda per il piccolo Giorgio

PESCARA. Enzo Verrengia è un narratore, saggista e giornalista da decenni trapiantato a Pescara dalla natia Puglia. Una fecondità di inventiva ha sempre caratterizzato la sua produzione di gialli e polizieschi precedenti, branca della narrativa internazionale della quale è profondo conoscitore sia per gli studi universitari (con la specializzazione acquisita al Dams di Bologna), sia per esserne uno dei più noti traduttori italiani per conto delle major. Gli ha dedicato rare parole di stima uno dei “suoi” autori pubblicati in Italia, il grande giallista statunitense Glenn Cooper che ha scritto: «Enzo Verrengia è uno scrittore di sconfinata fantasia e immaginazione. Una volta iniziato a leggere un suo libro, annullate gli appuntamenti per il resto della giornata perché la narrazione prenderà il sopravvento sulla vostra vita». Conferma queste trascinanti vivezza e vorticosità di eventi il suo più recente romanzo, intitolato “La spirale dell’estate” pubblicato da Sabir Editore per la collana Contaminazioni (p. 340, € 16) che prende le mosse dal 1967, con il mondo diviso in due blocchi, Usa e Urss, animati dalla corsa agli armamenti nucleari e da una guerra fredda che, dopo l’apparente disgelo kruscioviano, mostra segnali di ritorno a una glaciazione. Il protagonista Giorgio è pugliese come lo scrittore e quasi suo coetaneo, cioè ha 12 anni e “pensa solo ad andare in gita alle grotte di Castellana”. Sennonché il fratello di suo nonno, ex spia di Mussolini, ha in serbo per lui una missione speciale: fargli recuperare un dossier di segretissime carte migrate a Londra che potrebbero portare a una riscrittura della storia del ventesimo secolo, sinora affidata alle mani dei vincitori, com’è di prassi. Ma la fase in cui Giorgio, adulto, si cimenterà con questo trepido affido famigliare è anche il tempo d’oro delle spie nei due blocchi e qui Verrengia ha mano facile a rapire il lettore in un susseguirsi di accadimenti e colpi di scena, perché la letteratura di spionaggio lo ha sempre annoverato tra i propri appassionati oltre che traduttori di professione. Ai lettori, dunque, il piacere di lasciarsi cadere nella “Spirale dell’estate”, che è un gran bel giallo e anche un romanzo di formazione, per il tratteggio della figura di Giorgio da bambino e del suo ingresso nell’età adulta, osservati a una generazione di distanza, con tributi ai luoghi di vita dell’Autore.