Vespa, “5 minuti” dopo il tg: «Parto da Giorgia Meloni»

27 Febbraio 2023

di Michele Cassano ROMA. Parte oggi 5 minuti la nuova striscia di Bruno Vespa che dal lunedì al venerdì, dopo il Tg1 delle 20, racconterà l'Italia. «Si parte con Giorgia Meloni: da tradizione, inizio...

di Michele Cassano
ROMA. Parte oggi 5 minuti la nuova striscia di Bruno Vespa che dal lunedì al venerdì, dopo il Tg1 delle 20, racconterà l'Italia. «Si parte con Giorgia Meloni: da tradizione, inizio i nuovi programmi invitando il presidente del Consiglio», spiega il conduttore aquilano. «Mi ha colpito la sua visita a Kiev, penso abbia rafforzato il sostegno all'Ucraina. Vorrei che tutti i leader visitassero l’Ucraina, certe cose bisogna toccarle con mano per non restare indifferenti». «Giuseppe Conte verrà la settimana prossima e con Stefano Bonaccini, se sarà eletto segretario del Pd, abbiamo un appuntamento poco più avanti», prosegue Vespa. «Le dichiarazioni di Zelensky su Berlusconi? Forse se le poteva risparmiare, ma mi pare che la Meloni abbia fatto notare che l'alleanza ha sempre votato compatta a favore dei provvedimenti sull'Ucraina. La maggioranza non la vedo traballante. Hanno ampi numeri in Parlamento. Ci sono visioni diverse, ma questo accade nel centrosinistra e nel centrodestra. Fa parte del gioco. Quello che conta e che abbiano un programma e lo portino avanti».
Il programma parte con una costruzione libera e flessibile, girato nello studio e con la squadra di Porta a Porta. «C'è uno squilibrio negli approfondimenti in Rai», afferma, «fatta eccezione per Tg2 Post, l'unica voce moderata è collocata in tarda serata. Questo spicchio di prima serata mi pare il modo per garantire riequilibrio e pluralismo. Il programma va in onda dalle 20.32 alle 20.37, per non accavallarsi con Il Cavallo e la Torre, il programma di Marco Damilano su Rai3. Ma sono pubblici assolutamente diversi».
Ma cosa ha pensato Vespa della gestione della presenza di Zelensky a Sanremo, di cui è stato in qualche modo promotore? «Non sono stato il promotore», spiega il giornalista, «Zelensky ci ha fatto sapere che voleva venire a Sanremo. Io ne ho parlato con l'ad e insieme ci siamo rivolti ad Amadeus, che ci ha comunicato che l'avrebbe ospitato nell'ultima serata del Festival, cosa che poi ho riferito a Zelensky. Mandare il suo messaggio alle 2.15 mi è parso francamente eccessivo, anche perché poco dopo ha aperto il Festival di Berlino».
A margine della chiacchierata, Bruno Vespa esprime un pensiero per la scomparsa di Maurizio Costanzo. «Per me è stato uno choc, non sembrava che stesse malissimo. Sono andato alla fine dello scorso anno a trovarlo ed è stato squisito come sempre. Se ne va un pezzo importante di tv, di storia del giornalismo, ma anche dello spettacolo. Ha avuto tanti di quegli ospiti, magari li avessi io. Gli dicevo: “Per me sei un padre”, perché ha fatto nascere la seconda serata d'informazione. Eravamo amici, abbiamo fatto una serata insieme per la guerra nel Kosovo, avremmo voluto farne altre».