Viaggio attraverso l’opera di Dante tra arte e letteratura

Apre oggi la mostra “Commedia-Commedie” con i lavori di Dorè, Dalì, Coccia e Melarangelo
TERAMO. Celebra il sommo poeta nel 700° anniversario della morte la mostra "Commedia-Commedie. Suggestioni dantesche nelle illustrazioni di Doré, Dalì, Coccia e Melarangelo" allestita nel Museo Stauròs del Santuario di San Gabriele, a Isola del Gran Sasso (Teramo). Curata da Nino Falini e Anna Di Antonio, organizzata da Fondazione Pasquale Celommi di Torricella Sicura e Museo Stauròs di arte sacra contemporanea nell'ambito delle celebrazioni promosse dal ministero della Cultura (Mic) per l’anno dantesco, l’esposizione viene inaugurata oggi alle 17.30 e resterà allestita fino al 10 ottobre.
Il presidente della Fondazione, Viriol D’Ambrosio, e padre Vincenzo Fabri per il Museo Stauròs hanno presentato l’iniziativa ieri a Teramo. Nelle sale dello Stauròs, per anni sede dell’importante Biennale di arte sacra, viene proposto un viaggio nell’oltremondo dantesco attraverso una selezione di illustrazioni, tra riproduzioni e originali, delle Cantiche della Divina Commedia realizzate da artisti di epoche diverse che hanno affrontato la sfida di visualizzare i versi visionari di Dante Alighieri: Gustave Doré, le cui incisioni sono le illustrazioni per eccellenza dell'opera, Salvador Dalì, al quale il governo italiano commissionò cento acquerelli della Commedia per il 700° della nascita di Dante nel 1965, e i contemporanei Renato Coccia e Sandro Melarangelo, artisti in attività.
Il visitatore viaggerà in un percorso ideale, dalla selva oscura in cui Dante smarrisce la “diritta via” fino alle alte sfere del Paradiso, creato attraverso l’attenta scelta delle opere enucleate dalle serie delle illustrazioni della Commedia di Dorè, Dalì, Coccia e Melarangelo acquisite nel tempo dalla Fondazione Celommi e conservate nel suo museo “Libertà va cercando…” di villa Capuani-Celommi a Torricella Sicura. Le visioni dantesche, attraverso sei canti per ognuna delle tre Cantiche, prendono forma attraverso le riproduzioni dei disegni di Doré, le rare xilografie dalle matrici originali degli acquerelli di Dalì, le opere originali del pittore e incisore Coccia, originario di Sant’Omero e attivo a Genova.
Il tempo di “riveder le stelle” e ci si immerge di nuovo nell’universo dantesco con la rappresentazione dell’Inferno del pittore teramano Sandro Melarangelo, che Fulvia Celommi, professoressa teramana a lungo presidente della Società Dante Alighieri, ispirò all’artista attraverso la lettura e commento della prima Cantica.
Il percorso espositivo è arricchito da rare edizioni di pregio della Divina Commedia conservate nell'archivio storico e biblioteca del Santuario di San Gabriele. Esposte alcune edizioni dal 1600 ai giorni nostri. Il pezzo più importante è il Paradiso illustrato dal pittore Amos Nattini, l'unica delle tre Cantiche stampate tra il 1931 e il 1941, in edizione di pregio a tiratura limitata, scampata ai bombardamenti aerei di Milano. In mostra anche riproduzioni di manoscritti miniati del Tre-Quattrocento.
La mostra fa parte dell'itinerario “Per l’alto mare aperto... - Approdi nelle isole dantesche”, sostenuto e patrocinato da MiC e Comitato nazionale per le celebrazioni dei 700 anni, con Fondazione Celommi capofila, Comune e Università di Teramo.
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