Viaggio intorno a Billie Holiday con pianoforte, voce e violino

PESCARA. Un viaggio acustico per sognare. Un pianoforte, una voce e un violino per evocare una grandissima della musica: Billie Holiday, “la signora che cantava il blues”. Non sarà un omaggio quello...
PESCARA. Un viaggio acustico per sognare. Un pianoforte, una voce e un violino per evocare una grandissima della musica: Billie Holiday, “la signora che cantava il blues”. Non sarà un omaggio quello di Claudio Filippini e di Luisiana Lorusso, sarà qualcosa di diverso e più profondo. Una lettura personale e originale attraverso i brani che hanno reso l'artista un pilastro della vocalità afroamericana. “My Billie's Blue”, questo il progetto musicale al centro dell’appuntamento di oggi della rassegna Sabato in concerto jazz a Pescara (Maison Des Arts, corso Umberto 83, ore 18, ingresso libero consentito dalle 17.30 fino ad esaurimento posti) un evento speciale per il cartellone della Fondazione Pescarabruzzo, organizzato dall'associazione culturale Archivi Sonori con la direzione artistica di Maurizio Rolli. «Questo progetto è nato un po’ come una scommessa», racconta il pianista Claudio Filippini, «ci avevano chiesto un concerto in duo per un festival dedicato a Billie Holiday, poi questa scommessa è diventata una sfida e in seguito un cd con 12 tracce, le più significative dell’artista, completamente riarrangiate e rivisitate secondo le nostre sensibilità musicali. Parlo di noi come un duo-trio, pianoforte, voce e violino. Atmosfere, vocalità e melodie. Questo c’è all’interno delle sonorità di “My Billie's Blue”. «Si tratta della mia musicista preferita da sempre», dice la violinista e cantante Luisiana Lorusso, «ho sentito da subito una grande responsabilità, ho studiato, approfondito, letto il più possibile su di lei, visto interviste, ascoltato esecuzioni, per entrare in sintonia con il suo mondo. Avere la pelle nera in quegli anni non era facile, lei aveva tanti problemi personali eppure affrontava la vita con l’incanto di una bambina, a braccia aperte».