Virginia Raffaele in tournée: «Voglio le famiglie a teatro»

9 Febbraio 2022

L’attrice in scena con “Samusà”, presto al cinema con De Luigi: «Poi torno in tv» «Monologhi a Sanremo? Quel palco fa paura, si fanno se si ha qualcosa da dire»

MILANO. Nonostante il lockdown, durante il quale ha scoperto la passione per il disegno, questi sono stati due anni molto intensi per l’attrice Virginia Raffaele, in questi giorni in tournée con il suo spettacolo teatrale “Samusà”.
Dal 24 febbraio torna con Lol 2 su Amazon e sta per essere riprogrammato il film, girato nei mesi scorsi, “Tre di troppo”, in cui debutta come protagonista accanto a Fabio De Luigi. «È una commedia, ma c’è anche una parte di romanticismo e soprattutto c’è nel mio personaggio una evoluzione emotiva che mi è piaciuto molto interpretare», racconta. «È la storia di una coppia che non vuole figli, poi succede qualcosa che cambia tutto, è un film per famiglie, anche molto sarcastico sul mondo dei bambini».
“Samusà” invece è basato sui ricordi dell’attrice nel mondo fantastico in cui è ambientata la sua infanzia reale, un luna park, per la regia di Federico Tiezzi. Bruscamente interrotto all’inizio del 2020 per la pandemia, ha ripreso in questi giorni il tour. «E tutti quei disegni che ho fatto durante il lockdown, soprattutto pennuti, pappagalli ovunque, e poi le giostre, sono serviti anche come scenografia dello spettacolo», rivela. «È uno spettacolo che ci fa anche un po’ uscire dalla realtà e questa è una cosa di cui vado fiera, due ore di luna park, passi da una giostra all’altra e forse stacchi anche un po’ la spina». Girerà per i teatri con date previste fino a maggio.
Tanti impegni che non le lasciano tempo per altri progetti in tv. «Certo che ci tornerò, ma intanto perché non venirmi a vedere live in teatro? Magari è un’occasione anche per chi non c’è mai stato e credo sia importante andarci, soprattutto in questo momento», osserva riferendosi al difficile periodo per gli artisti legato alla pandemia. A causa dei suoi impegni teatrali serali non ha potuto vedere il Festival di Sanremo ma non si è sottratta a un commento sui monologhi, anche forte della sua esperienza di 5 partecipazioni, 3 da ospite, 2 da co-conduttrice: «Dipende se uno ha qualcosa da dire, non è che per forza deve arrivare a Sanremo e fare un monologo. Se non lo fa non deve essere discriminatorio. C’è chi ha qualcosa da dire e ben venga e c’è l'artista che non se la sente, perché Sanremo mette paura e non dimentichiamo che è una gara canora non il luogo dove uno per forza deve performare, stupire. E rivalutiamo anche il ruolo di chi deve entrare per annunciare un titolo, un codice, il direttore di orchestra, perché questo non è poco: è Sanremo», conclude. «Altrimenti uno si aspetta di vedere arrivare qualcuno che fa uno show personale ma quella è un’altra cosa».