Vita, azioni e passioni del cardinal Acquaviva diplomatico borbonico

21 Febbraio 2023

Presentazione all’ambasciata di Spagna per il libro di Ricci Lo storico teramano svela i segreti del porporato atriano

TERAMO. Presentazione in ambasciata a Roma del volume dello storico abruzzese Roberto Ricci “Il cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona. Tra erudizione e storia” (Hatria Edizioni), il più completo saggio sul potente porporato di origine atriana (1695-1747), ambasciatore dei Borbone presso la Santa Sede tra il 1735 e il 1747, da re Filippo V di Spagna al figlio Carlo III, re delle Due Sicilie.
Ricci, camplese, già docente di storia e filosofia nel liceo classico Delfico di Teramo, componente della Deputazione abruzzese di storia patria e del gabinetto del ministro della Pubblica istruzione, ha pubblicato il frutto di una certosina ricerca decennale condotta negli Archivi di Stato di Napoli, Roma, Parma, Teramo, in archivi e biblioteche privati, nell’Archivio Vaticano e in quello arcivescovile di Monreale e in diverse raccolte archivistiche in Spagna. La presentazione capitolina domani alle 17.30 a palazzo Monaldeschi, in piazza di Spagna, sede dell’ambasciata spagnola presso la Santa Sede, è un “ritorno” del cardinale Troiano Acquaviva in quella che fu la sua sede di ambasciatore. Il saggio di Ricci ricostruisce l’azione politica dell’alto prelato offrendo nuovi apporti documentari: il testamento e l’inedito inventario dei beni di Troiano, uomo ricchissimo, amante e protettore delle arti, personalità galante e gaudente. Nato a Giulianova, quartogenito di Giovan Girolamo secondo duca d’Atri, nipote del potente cardinale Francesco, Troiano fu figura influente, protagonista della vita pubblica europea nella prima metà del Settecento. «Il cardinale protesse Giacomo Casanova nel breve soggiorno romano e aiutò Giambattista Vico a pubblicare nel 1744 la terza edizione della “Scienza Nuova” e il filosofo e giurista lo ringrazierà paragonandolo per capacità politica e diplomatica a Richelieu e Mazarino, i grandi cardinali che hanno fatto le nazioni», sottolinea Ricci, precisando: «Troiano contribuì a costruire uno Stato, il regno napoletano di Carlo III, successione che necessitava del beneplacito del pontefice, Clemente XII. Fu inoltre determinante per l’elezione del cardinale Prospero Lambertini a nuovo papa, Benedetto XIV. Svolse un ruolo importante nei Concordati della Santa Sede con la Spagna nel 1737 e col Regno di Napoli nel 1741». Troiano curò anche gli interessi di famiglia e grazie a lui il fratello duca Domenico diventò un’importante figura militare alla corte di Madrid. «Pur svolgendo una carriera diplomatica europea, non dimenticava l’Abruzzo e Atri. Per i nostri territori era il punto di riferimento a Napoli, Roma, Madrid. Un rapporto privilegiato, una specie di tutela, di patronato, con una circolarità di uomini e cose. Per esempio, fece nominare arcivescovo Anton Ludovico Antinori, grande storico ed ecclesiastico aquilano». Resse varie abbazie: Monreale, la più importante, Albano, Santa Cecilia a Roma, dove è sepolto, e l’abbazia dei Santi Martiri a Mosciano, la diocesi personale di famiglia, «trasmessa come dote dagli Acquaviva alla carriera ecclesiastica dei figli cadetti». A Mosciano è conservata una delle pianete del cardinale, da lui lasciata per testamento. Atto e inventario dei beni confermano potere e ricchezza del cardinal Troiano («apoteosi dell’azione politico-diplomatica degli Acquaviva d’Atri»): suppellettili e vesti sacre, biblioteca di straordinario valore, strepitosa quadreria con opere di Rubens, Guercino, Caravaggio, Velasquez, Tiziano, Michelangelo, Leonardo, sculture, porcellane, gioielli.