Vivienne Westwood vita, ideali e creazioni dell’ultima icona punk

5 Dicembre 2020

L’opera sarà trasmessa da mezzanotte per ventiquattro ore  in streaming gratuito sul sito della Fondazione Pistoia Musei

È stata una delle principali icone del punk, nonché artefice di buona parte dell’estetica del fenomeno più urlato e sovversivo, della ribellione più anti-sistema del Novecento, che alla fine degli anni Settanta sconvolse la scena musicale, la cultura, il costume. La quasi ottantenne stilista inglese Vivienne Westwood viene raccontata nel documentario di Lorna Tucker “Westwood – Punk. Icona. Attivista”, che da questa notte alle 24 fino a mezzanotte di domani si può vedere on line gratuitamente sul sito della Fondazione Pistoia Musei cliccando sul link www. fondazionepistoiamusei.it/doc /domenicadoc-westwood/ e inserendo la password FPM-Westwood. Il film è proposto all’interno di DomenicaDoc, ciclo di proiezioni in streaming gratuito. Filmata nell’arco di tre anni dall’ex modella Lorna Tucker, Vivienne Westwood ripercorre la sua storia eccezionale di eccentrica creatrice di moda, icona punk- rock, attivista per la difesa dei diritti civili e dell’ambiente, personaggio tra i più influenti nella storia contemporanea inglese, insignita dalla regina del titolo di Dama dell’Impero britannico. Due figli, Benjamin e Joseph, che compaiono nel film, tre mariti, tra i quali il più famoso è il secondo, Malcolm McLaren, manager dei New York Dolls e poi inventore dei Sex Pistols, la band che più rappresentò il primo punk inglese insieme a Clash e Damned. Vivienne e Malcolm aprirono nel 1971 a Londra in King's Road il primo negozio “Let it Rock”, che seguendo l’evoluzione della stilista cambiò via via nome in “Too fast to live, too young to die” (Troppo veloce per vivere, troppo giovane per morire), “Sex”, “Seditionaries” e infine “World's End”, nome rimasto fino a oggi. Con le creazioni che vendeva nel suo negozio negli anni Settanta Vivienne Westwood contribuì a creare lo stile punk, con invenzioni stravaganti e provocatorie, tra chiodi in pelle, t-shirt e jeans tagliati, spille da balia, croci e simboli anarchici, creste tinte e trucco pesante. Con la prima sfilata londinese “Pirate” del 1981 Westwood, che da ragazza aveva studiato moda e oreficeria alla Harrow School of Art, già non si ispirava più alla moda giovanile di strada ma tornava alla tradizione e alla tecnica, prendendo spunto dalla pittura e dalla moda del Sei-Settecento. Da questa ricerca nacque lo spettacolare stile new romantic, adottato da molte band del glamour pop anni Ottanta. Alcune sue collezioni sono conservate al Victoria & Albert Museum di Londra.
Il film, presentato al Sundance Festival 2018, ricostruisce l’ascesa della stilista verso il successo, partendo dalle umili origini nel villaggio del Derbyshire, Tintwistle, dove nacque l'8 aprile 1941, fino all’affermazione del marchio Westwood, un brand da tempo consolidato che siede al fianco di marchi internazionali come Gucci, Dior, McQueen. A 79 anni Vivienne Westwood ancora possiede e gestisce direttamente il suo impero, senza cedere alla tentazione di vendere a investitori stranieri, confermandosi un modello di indipendenza feminilie.
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