Voci, volti, storie e tradizioni: così don Jobbi racconta l’Abruzzo

L’imponente archivio etnografico fu avviato dal parroco antropologo negli anni ’50 a Fano Adriano Una narrazione, tra fotografie, video e documenti sonori, curata dal teramano Gianfranco Spitilli
Il patrimonio di volti, storie, tradizioni dell’entroterra abruzzese, raccolto, conservato e tramandato da un curato di montagna, è in mostra a Roma. L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Iccd), articolazione del ministero della Cultura, ospita da oggi la mostra fotografica e multimediale L'ascolto e la visione. Don Nicola Jobbi e l'Appennino centrale del XX secolo, a cura dell’antropologo teramano Gianfranco Spitilli. Inaugurazione alle 16.30 nell’ex chiesa delle Zitelle, sede dell’Istituto (via di San Michele 18). Col curatore intervengono per l’Iccd il direttore Carlo Birrozzi e Fabrizio Magnani, demoetnoantropologo; con loro Dimitri Bosi, responsabile della biblioteca regionale Melchiorre Delfico di Teramo, Carlo Di Bonaventura, presidente del consiglio comunale di Fano Adriano, lo storico dell’arte Paolo Coen, docente dell’università di Teramo.
Fino al 31 agosto la mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì (festivi esclusi) nell’orario 10-18; ingresso gratuito. Per visitarla munirsi di smartphones e cuffie per la fruizione dei contenuti multimediali in QRcode.
La mostra L’ascolto e la visione, accompagnata dall’omonimo catalogo, è l’approdo di un appassionato lavoro scientifico quasi ventennale di Spitilli sull’imponente archivio messo insieme da don Nicola Jobbi, oggi parroco emerito di Montorio al Vomano, «un materiale che racconta e testimonia» scrive il curatore «il tentativo coraggioso di un incontro umano irripetibile, di una sperimentazione culturale, sociale e politica fra un parroco e le sue comunità di accoglienza, da quelle più vicine, nelle quali risiedeva, a quelle più lontane, visitate occasionalmente nel corso dei tanti e frequenti spostamenti nei territori montani».
Il Fondo Jobbi è depositato a Teramo nella biblioteca Delfico, che appoggia l’iniziativa di Iccd e MiC insieme alla facoltà di Scienze della comunicazione dell’ateneo teramano, che accoglie il Centro Studi Don Nicola Jobbi, ideato e diretto da Spitilli. La mostra è dedicata all’archivio e alle attività del parroco Jobbi (originario di Mosciano Sant’Angelo) nella montagna teramana dalla fine degli anni Cinquanta. Si tratta di un corpus documentale straordinario, realizzato dal sacerdote nel corso del suo incarico pastorale a Cerqueto di Fano Adriano, nel Teramano, paesino affacciato sull’Alta Valle del Vomano. Da fine 1963, a due anni dall’ordinazione sacerdotale, il 28enne Jobbi si trasferì in quei luoghi con gli anziani genitori. Fondatore nel 1964 del primo museo etnografico abruzzese a Cerqueto, Don Nicola è stato un pioniere della ricerca etnomusicologica e antropologica, documentando la cultura orale di numerose comunità dell’area del Gran Sasso e dei Monti della Laga. «La sua intera vita è stata dedicata alle persone, all’ascolto e alla visione come chiave cristiana di accesso all’altro, che in questa esposizione trova un primo tentativo di sintesi e restituzione multimediale».
Esposizione articolata in quattro sezioni (Una formazione multipla, La scoperta della montagna, Don Nicola in azione, Ascolti e visioni), propone in successione narrativa fotografie, documenti sonori, video, installazioni sonore, raccontano le origini di Don Nicola, la formazione, il suo avvicinarsi alla montagna, la passione etnografica legata alla vocazione pastorale e all’impegno religioso e sociale di parroco, e i tanti incontri che ne hanno nutrito e orientato nei decenni l’azione istintiva: fra i tanti, l’antropologo Giuseppe Profeta, la fotografa Sebastiana Papa, il documentarista Libero Bizzarri. All’interno di teche sono presentati documenti originali del Fondo Jobbi, più ampiamente fruibili nel catalogo della mostra. La mostra all’Iccd, che ripropone in forma ripensata e rinnovata un’esposizione allestita a Teramo e a Montorio nel 2018, sarà poi destinata a costituire l’allestimento permanente del Centro Studi Don Nicola Jobbi.
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