“Volevo nascondermi” il film che fa il pieno Sfida Favino-Germano

27 Marzo 2021

La pellicola su Ligabue del regista Diritti ha 15 candidature segue “Hammamet” con 14. E ci sono anche Pausini e Loren

Almeno per quanto riguarda i due film con più candidature – in questa 66ª edizione dei Premi David di Donatello annunciate online dalla sede Rai di Viale Mazzini – si annuncia una gara attoriale non da poco.
Da una parte Elio Germano, perfetto Ligabue in Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, film d’arte e follia in testa con ben 15 candidature e, dall’altra, Pierfrancesco Favino, un Craxi più vero del vero, in Hammamet di Gianni Amelio che di candidature ne ha 14. Segue, a una sola lunghezza con 13 nomination, Favolacce dei fratelli D’Innocenzo dove c’è sempre Elio Germano, in un film corale. In quarta posizione tra i film candidati, troviamo con 11 candidature, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli (in corsa come miglior film e regia) e, a pari merito, L’incredibile storia dell’isola delle Rose di Sydney Sibilia (non in corsa però nelle categorie miglior film e regia).
Quest’ultimo, targato Netflix e mai andato in sala, ha beneficiato del nuovo regolamento dovuto al Covid. Infine, con sei nomination Le Sorelle Macaluso di Emma Dante (che corre nelle categorie maggiori). Due donne in gara per la regia: Dante e Nicchiarelli a sfidare Amelio, Diritti e D’Innocenzo. E due donne anche per l’opera prima con Magari di Ginevra Elkann e Sul più bello di Alice Filippi; gli altri esordi candidati sono I predatori di Pietro Castellitto, Non odiare di Mauro Mancini, Tolo Tolo di Luca Medici.
Dopo Golden Globe e nomination all’Oscar anche la candidatura ai David per Laura Pausini per Io Si, la canzone originale della Vita davanti a sè. Il film di Edoardo Ponti porta a casa anche la candidatura della protagonista Sophia Loren. Con lei dovranno vedersela Vittoria Puccini, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti e Alba Rohrwacher.
Questo in un’edizione dei David di Donatello «in quello che è sicuramente stato un anno difficile», così lo ha chiamato ieri Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell'Accademia del Cinema Italiano, con molti film in corsa ormai stagionati e con tanti che non hanno visto la sala cinematografica. «Devo ringraziare Rai1 perché si ostina a sostenere il cinema italiano con la diretta delle premiazioni», ha detto la Detassis, «anche in questa edizione difficile dove ci siamo trovati a dover cambiare regolamento e ammettere alla competizione quei film che sarebbero dovuti andare in sala e che sono stati invece costretti ad esordire in piattaforma». Piera Detassis ha sottolineato con forza la presenza delle registe: «In 66 anni di storia del David, solo due volte una donna ha vinto per il miglior film e mai per la regia. Stiamo facendo un percorso, ma i dati precedenti sono agghiaccianti per l’umanità. Bisogna produrre, finanziare e distribuire più film di donne, una cosa chiesta anche da registi uomini, tanto che ho ricevuto ben 2 lettere, non dico di chi, su questo tema, la sensibilità è forte anche da parte degli autori. Noi un segnale lo abbiamo dato, abbiamo un 30% di donne nella giuria composta dai vincitori delle passate edizioni e un 37% nella giuria di Cultura & Società. Un passo alla volta, arriveremo».
Per il miglior attore, oltre a Favino e Germano, sono in corsa Kim Rossi Stuart, Valerio Mastandrea e un inedito Renato Pozzetto drammatico (che corre per Lei mi parla ancora di Pupi Avati). Per il miglior documentario, oltre a Notturno di Gianfranco Rosi, troviamo Faith di Valentina Pedicini (recentemente scomparsa), Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli, Puntasacra di Francesca Mazzoleni e The Rossellinis di Alessandro Rossellini. La cerimonia di consegna dei Premi David di Donatello andrà in onda l’11 maggio, in una prima serata condotta da Carlo Conti su Rai1: «È il sesto anno che faccio questa serata ed è per me un onore esserne ancora una volta il cerimoniere. L’anno scorso l'ho fatta da solo sul palco con i premiati online, quest'anno speriamo vada meglio: abbiamo preparato un piano a seconda delle normative. Comunque», ha concluso il conduttore, « un grande saluto e un “abbraccione” a Fabrizio Frizzi (di cui ricorrevano ieri tre anni dalla morte ndr)».