Volo su Vienna un secolo dopo l’impresa del Vate

12 Maggio 2018

Da Pescara partono le celebrazioni per gli 80 anni della morte di D’Annunzio: il 90 agosto il decollo

PESCARA. Era il 9 agosto 1918 quando Gabriele D’Annunzio, dopo i due tentativi infruttuosi dei giorni precedenti, riuscì nell’impresa. I cieli di Vienna furono inondati da migliaia di volantini: 50 mila copie di uno scritto del Vate, in italiano, 350 mila di un testo scritto da Ugo Ojetti, con traduzione in tedesco. Degli 11 aerei che decollarono dal campo di aviazione di San Pelagio, in 7 raggiunsero l’obiettivo.
L’impresa ebbe un’eco internazionale e un’efficacia notevole dal punto di vista psicologico. Il Volo su Vienna sarà rievocato il 9 agosto nell’ambito delle manifestazioni per gli 80 anni dalla morte del Poeta, organizzate dal Centro nazionale di Studi Dannunziani e dalla Fondazione Tiboni con il Comune e il Conservatorio di Pescara. Il remake del Volo su Vienna è organizzato con l’associazione Fly Story, l’Archivio di Stato e il Rotary Club D’Annunzio di Pescara. Le celebrazioni per il centenario dell’impresa sono partite ieri al Mediamuseum di Pescara, dando il via a una serie di iniziative che si svolgeranno nell’arco di un anno. «D’Annunzio è stato il più grande comunicatore del suo tempo», ha rilevato il presidente del Centro Studi Dannunziani Dante Marianacci. «Il Volo su Vienna è stato un rivoluzionario gesto di pace». Eugenio Sirolli, presidente di Fly Story e nipote d’arte dell’omonimo pilota acrobatico, pioniere degli aerosiluranti italiani, ha raccontato la nascita dell’iniziativa, proposta per la prima volta nel 1998 e ripetuta nel 2008, definendo il Volo su Vienna «un’opera d’arte». La mattinata è proseguita con il convegno “D’Annunzio: dal siluro alato al Volo su Vienna”, tenuto dal generale ispettore del Genio Aeronautico Basilio Di Martino, che ha affascinato il pubblico con riflessioni sull’impresa e sul contesto storico.
«È stata un’operazione di guerra psicologica, un’idea che D’Annunzio aveva dall’anno prima. Il Consiglio Supremo non aveva dato il via libera per ragioni di ordine tecnico e operative, ma nel 1918 lo scenario era cambiato», ha spiegato. «Non fu facile, due tentativi furono frustrati a causa delle condizioni atmosferiche. Quella del 9 agosto fu l’ultima possibilità concessa. Ebbe un grandissimo impatto sul fronte interno e sull’avversario». La ricca giornata ha visto anche l’inaugurazione del monumento al “Siluro alato”, realizzato da Abela Vadacca, sul Largo Eugenio Sirolli, e un concerto della Banda dell’Aeronautica militare all’Auditorium Flaiano. (r.a.b.)