“Who knows one” la sfida di 23 artisti da Vistamare

PESCARA. L’arte contemporanea pone domande, solleva interrogativi normalmente destinati a restare senza risposta, enigmi che generano sorpresa nell’osservatore. Operazione non estranea alla poetica...
PESCARA. L’arte contemporanea pone domande, solleva interrogativi normalmente destinati a restare senza risposta, enigmi che generano sorpresa nell’osservatore. Operazione non estranea alla poetica di Haim Steinbach, l’artista americano di origine palestinese, curatore della mostra collettiva “Who knows one” che è stata inaugurata alla galleria Vistamare di Pescara, in Largo dei Frentani, sabato che apre al pubblico da domani, 30 settembre al 14 febbraio prossimo. Per la galleria pescarese di Benedetta Spalletti, Steinbach ha invitato ventitré artisti – Darren Bader, Kenji Fujita, Liam Gillick, Rachel Harrison, Alfredo Jaar, Zerek Kempf, Peter Kogler, Joseph Kosuth, Agnieszka Kurant, Miltos Manetas, Helen Marten, Moshe Ninio, Susan Philipsz, Magali Reus, Mika Rottenberg, Nancy Shaver, Eran Schaerf, Gwen Smith, Ettore Spalletti, Steel Stillman, Slavs and Tatars, Noncommittal, Joe Winter – diversi per provenienza e percorso, scegliendo di porre una domanda “Who knows one” (letteralmente: chi lo conosce?) che permettesse loro di interrogarsi sul significato stesso dell’opera d’arte, domanda che coinvolge anche il fruitore finale dell’opera, lasciando tutti impegnati nella ricerca di una risposta.
Tutti gli artisti hanno deciso di mettersi in gioco e di rispondere alla sfida lanciata da Steinbach. Ciascuno di loro ha risposto utilizzando gli strumenti più congeniali e il percorso espositivo si snoda attraverso una serie di lavori, di natura differente e spesso enigmatici, in cui la parola ha un ruolo prominente. «La mostra», dichiara Benedetta Spalletti, «riesce così a coniugare artisti da sempre legati a Vistamare, come Ettore Spalletti e Joseph Kosuth, a presenze inusitate. Steinbach, il curatore, è un artista che guarda alla realtà internazionale e ciò consente di allargare lo sguardo della galleria aprendolo a realtà nuove e altre sensibilità. La mostra nasce espressamente per lo spazio espositivo di Pescara (Vistamare ha una sede anche a Milano ndr)». Ognuno degli artisti coinvolti ha risposto alla chiamata con le proprie modalità nel tentativo, racconta la gallerista, di confutare uno dei quesiti fondamentali dell’esperienza umana e religiosa, che Steinbach sintetizza nella domanda “who knows one” tratta da un testo della tradizione ebraica.
«La domanda “who knows one” è tratta dall’omonima poesia allegorica letta attorno al tavolo della cena in occasione della Pasqua ebraica», aggiunge la gallerista. «Il contenuto della poesia è storico e insieme etico nel suo riferimento all’Esodo e ai Dieci Comandamenti (“who knows ten”) ed evidenzia le complessità e le contraddizioni della ricerca volta a scoprire che cosa ci faccio qui, chi sono, dove sto andando». Un invito, in sostanza, a interrogarsi sul senso dell’esistenza. Il quesito iniziale who knows one è una filastrocca, uno scioglilingua per i bambini tratto da un testo ebraico dell’Haggadah (1500 a.C. circa), compendio di omelie rabbiniche e racconti che incorporano folclore, aneddoti storici e consigli pratici. Un grande racconto collettivo che mette in campo dubbi riferibili non solo al mondo dell’arte ma a sistemi di pensiero filosofico e religioso più ampi, che costringono l’individuo a interrogarsi sul senso ultimo della vita. L’allegoria di “who knows one” solleva anche l’interrogativo su dove sia Dio. E al tempo stesso afferma che Dio è uno. Suscita una domanda sull’essere. «In questo caso», concludono da Vistamare, «la domanda posta agli artisti invitati a partecipare alla mostra è stata capovolta, come se fosse rimbalzata agli artisti. Mette in questione la premessa dell’appello, come per dire: tu che cosa sai, io che cosa so. E in ogni caso a che serve tutto questo?». Apertura con ingresso libero, orario 9.30 - 13.30 lunedì, 9.30 - 19.30 da martedì al sabato.
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