Xilografia, l’arte dell’incisione che d’Annunzio amava

Copertine e frontespizi dei volumi, ex libris e ritratti delle amanti del Vate in un saggio storico dello studioso pescarese Nicola Costanzo
di Giuliano Di Tanna
Sarà presentato a Milano, giovedì prossimo (ore 19 ), nella galleria Scoglio di Quarto (via Scoglio di Quarto 4 in zona Navigli), il libro "Gabriele d'Annunzio. L'Arte e l'Inno della Xilografia italiana", scritto da Nicola Costanzo, artista xilografo e saggista. La pubblicazione, edita dalle Edizioni Scoglio di Quarto nella collana Arteprioritaria, è stata curata da Giorgio D'Orazio e ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e del Centro studi dannunziani. La presentazione del libro coincide con l'apertura della mostra "Nicola Costanzo. Xilografia", visitabile in galleria fino al 29 gennaio, che espone una trentina di opere xilografiche (incisioni su legno), recenti e datate, dell'81enne artista pescarese, nome di richiamo nazionale nel panorama xilografico.
«Nella quotidiana ricerca di artista e di studioso», scrive D’Orazio, «Nicola Costanzo, tra storia e critica, tra letteratura e arte, ha tracciato un sentiero che lascia camminare a braccetto il genio di Gabriele d'Annunzio e gli aspetti più salienti della xilografia italiana. Il suo saggio, dopo un inquadramento generale sul mondo della xilografia, su d'Annunzio e l'arte, mette in luce quei rapporti teorici e pratici che il Vate ha coltivato con i maggiori xilografi del suo tempo, anche in virtù dei raffinati Ex Libris destinati alle sue eleganti pubblicazioni».
Nel suo libro, Costanzo comincia da una «rapida storia dell'arte xilografica», offrendo al lettore dei riferimenti temporali e geografici, di personaggi e di opere, per poi concentrarsi sul contributo che l'arte italiana ha dato alla xilografia, con particolare attenziione all’opera di Ugo da Carpi. E’ nella successiva riflessione sul ruolo della xilografia nel contesto sociale che Costanzo innesta «l'intuito dannunziano» nel diffondere la produzione di alcuni maestri xilografi attraverso copertine e frontespizi dei propri libri. Costanzo, quindi, si sofferma sulla lunga intesa tra il Vate e la xilografia.
Nella seconda parte del suo saggio, Costanzo analizza cinque distinti artisti, sempre letti in rapporto alla figura di d'Annunzio: Adolfo De Carolis, Emilio Mantelli, Gino Barbieri, Antonello Moroni e Armando Cermignani. A spingere Nicola Costanzo in questa direzione di ricerca è stata la sua doppia anima di studioso di xilografia da un lato, e di xilografo dall'altro. Il libro «si distingue per l'originalità del tema trattato e per l'accuratezza della ricerca», scrive nella prefazione, Dante Marianacci, presidente del Centro studi dannunziani. Il saggio, scrive nell’introduzione, Nicoletta Di Gregorio, vicepresidente della Fondazione Pescarabruzzo, «fa appassionare man mano all'importante tecnica incisoria della xilografia, forse oggi un po' trascurata (almeno per le potenzialità espressive che sembra dimostrare), mostrandoci infine come il Vate la prediligesse e la promuovesse presso artisti da lui particolarmente stimati».
“Gabriele d'Annunzio. L'Arte e l'Inno della Xilografia italiana” termina con una galleria di immagini selezionate e ordinate dall'autore, una trentina di xilografie, dipinti, disegni e copertine di cui l’autore fa abbondante menzione nel saggio e che il lettore può consultare agevolmente anche grazie alle didascalie in calce.
Nicola Costanzo, negli anni Sessanta, ha scoperto il disegno, restando affascinato dal mondo dell'incisione, frequentando ad Urbino un corso di xilografia sotto la guida di Pietro Sanchini. Costanzo ha esposte sue opere in mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Fra le tante espsosizioni si ricordano la mostra di ex libris nel Museo della stampa ad Istanbul nel 1992, il Premio Sulmona nel 2014, le esposizioni curate da Vittorio Sgarbi a Spoleto (Palazzo Leti Sansi) e alla Biennale Milano (Spazio Tadini) del 2015, la collettiva bolo gnese "Nomadismi d'arte contemporanea". Le sue opere xilografiche sono presenti nelle collezioni permanenti di musei e istituzioni, tra i quali il Museo d'arte moderna di Ca' Pesaro a Venezia, il Museo della xilografia di Carpi, il Museo civico di Forlì il Museo Cascella di Pescara, il Museo Nuvolari di Mantova, il Gabinetto delle stampe antiche e moderne di Bagnacavallo, il Museo di Vil la Croce a Genova, la Collezione di grafica ed ex libris di Casale Monferrato e il Museo dell'incisione di Acqui Terme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA