Zalone: «Sperimento l’Africa e poi ritorno col barcone»

28 Dicembre 2019

Presentato il nuovo film “Tolo Tolo” che sarà nelle sale al primo gennaio «Salvini? Non c’entra niente, non volevo fare una pellicola contro di lui» 

Più sorrisi che risate in questo atteso “Tolo Tolo” di Checco Zalone, presentato ieri alla stampa, primo film da lui diretto e con una sceneggiatura condivisa con Paolo Virzì. Uscita monstre, 1200 copie distribuite da Medusa dal primo gennaio per questo film che parla di Africa, emigrazione, Italia, politici improvvisati e fascismo («Tutti lo abbiamo dentro come la candida», dice a un certo punto il protagonista Checco approdato in Africa dopo il fallimento dei suoi sogni in Italia). E il trailer sull'emigrazione che ha fatto tanto discutere? Neppure una immagine: «Il trailer non c'entra niente con il film - spiega Zalone - lo avevamo concepito come promozione, ma nessuno si aspettava che andasse a finire nelle prime pagine dei giornali». Un film che piacerà a Salvini? «Non c'è proprio Salvini nel film, comunque non volevo fare un film contro di lui. E poi se è contro di lui sarà Salvini stesso a dirlo». Gli fa eco il produttore Pietro Valsecchi: «Non avrei investito venti milioni di euro per fare un film contro Salvini».
Questa la storia del film, davvero cattivo solo verso certa Italia cialtrona, ipocrita e vigliacca e, soprattutto, piena di politici improvvisati, su tutti Luigi Gramegna (Gianni D'Addario) dalla carriera lenta, inesorabile e senza merito, da disoccupato a primo ministro («L'ho immaginato con il carattere di Di Maio, vestito come Conte e con il linguaggio di Salvini»). Girato tra Kenya, Marocco e Malta, dove sono stati ricreati i campi di detenzione libici, il film ha come protagonista Checco (Zalone), un sognatore che deluso dalla madre patria si trasferisce in Africa dove assiste allo scoppio di una guerra civile con l'arrivo di una sorta di Isis o di Boko Haram. Vorrebbe tornare indietro, solo che non può farlo perché in Italia è inseguito dai creditori. Si ritrova quindi nella stessa situazione dei migranti: nessuno lo vuole, specie quando la sua famiglia scopre che la sua scomparsa estingue definitivamente i suoi debiti.
L'Africa vissuta da Checco è ovviamente quella piena dei luoghi comuni dell'italiano medio all'Alberto Sordi («Un attore a cui guardo sempre») dove per accogliere un bambino gli si dice «dammi la zampa» e dove le nere sono quelle destinate a diventare escort. «Chi è davvero il mio personaggio? Semplice - dice Zalone - è uno incapace di guardare oltre i suoi piccoli problemi. E se scoppia una bomba vicino a lui e muore della gente non gliene frega niente». Quanto ha pesato il successo al box office dei precedenti film sulla realizzazione di quest'ultimo? «Ha contato molto, dieci su dieci, bisogna riempire le sale!».
Nel cast, oltre un cameo di Niki Vendola, ci sono Souleymane Sylla, Manda Touré, Nasser Said Birya, Alexis Michalick, Arianna Scommegna, Antonella Attili, Nicola Nocella, Diletta Acquaviva, Maurizio Bousso e Sara Putignano.
Checco Zalone, con “Tolo Tolo”, è il re Mida del box office e sfida se stesso in quanto a incassi. In sala questa volta dal primo gennaio con Medusa nel numero spropositato e irragiungibile per qualunque film italiano, di 1200 copie dovrà infatti confrontarsi con gli altri quattro suoi lungometraggi baciati tutti da numeri record. Partendo dall'ultimo “Quo vado?”, uscito nel 2016 e prodotto da Taodue di Pietro Valsecchi, che ha sfiorato i sette milioni al botteghino già soltanto nelle prime ventiquattr'ore. Ma non si è certo fermato lì. Al 21 gennaio, con 52 milioni di euro d'incasso, aveva superato il precedente primato stabilito da “Sole a catinelle”, film del 2013 sempre di Zalone che aveva ottenuto 63,5 milioni. “Quo vado?” diventa così il film italiano più visto di sempre del XXI secolo, con più di 9 milioni di biglietti venduti e un incasso complessivo di ben 65.295.389 euro. Secondo in assoluto nella storia per incassi dopo “Avatar” che in Italia resiste al primo posto, ma primo come biglietti venduti, con i suoi 9 milioni contro i 7,5 milioni di biglietti di “Avatar”.
“Che bella giornata”, suo secondo film in uscita nel 2011, raggiunse già i 43.475.840 euro, superando il record d'incassi di Titanic, il cui primato resisteva dal 1997. Bene anche il suo primo lungometraggio “Cado dalle nubi” uscito nel 2009 che incassò un totale di 14.073.000.
Complessivamente i film di Checco Zalone hanno incassato la cifra monstre di 173 milioni di euro. Il cinema italiano confida sempre nei suoi film perché ovviamente ogni anno segnato dalla sua creatività è un anno positivo.
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