Zerocalcare a Torino: «Con i fan mi metto “al paro” con il karma»

Code infinite al firma copie dell’artista al Salone del Libro E venerdì 3 giugno sarà a Pescara per il Premio Bonelli
Come sempre accade quando incontra il pubblico, c’è una lunghissima fila allo stand di BaoPublishing al Salone del Libro di Torino per l’ormai mitico firmacopie di Zerocalcare: instancabile, lui regala tempo e disegni ai suoi fan e alla sempre più ampia schiera di lettori di fumetti che hanno sfidato il caldo e il fiume di visitatori. Michele Rech, “doppio” in carne e ossa del celebre personaggio su carta, dopo Torino è atteso anche a Pescara, il 3 giugno, a Cartoons on the bay, il festival internazionale dell’animazione, dove riceverà il premio Sergio Bonelli per Strappare lungo i bordi quale Prodotto crossmediale dell'anno ispirato a un fumetto. Il disegnatore era atteso per un super affollato incontro in cui ha svelata il titolo del suo prossimo libro, “graphic journalism” sui generis, seguito di Kobane Calling, in uscita in autunno. «Si chiamerà No sleep till Shengal ed è una specie di diario di viaggio che ho fatto il giugno scorso nel nord dell'Iraq, nella regione Shengal, da cui provengono gli Ezidi, popolo del Kurdistan, di religione pre-islamica», anticipa Zerocalcare. «Una minoranza sempre più massacrata e discriminata. Nel 2014 c'è stato un pesante massacro dell'Isis, con stupri di donne e bambine. Per questo gli Ezidi sono scappati dalla regione, poi con l’aiuto dei curdi l’hanno ripresa e da allora c’è una specie di autonomia basata sui principi della rivoluzione curda: liberazione della donna, convivenza fra i popoli e autodifesa. Ora è minacciata dallo Stato iracheno che vuole riprendere il territorio e dalla Turchia che li bombarda incessantemente perché non vuole che esista questa enclave legata ai curdi. Una situazione gravissima, da un momento all' altro quell'autonomia rischia di essere spazzata via: il mio libro serve ad accendere i riflettori».
Ma è un seguito di Kobane Calling, di cui è uscita un'edizione aggiornata nel 2020? «È difficile capire quale è il seguito parlando di storie vere, sono storie che non finiscono. Quando si termina un libro, non è che le cose non continuano ad accadere. Ora la Turchia è la minaccia più grave per quell’area e dare continuità per me è importante, se no sembra che hai usato quella roba solo per vendere un libro e poi passi ad altro. Se uno ha a cuore una causa dovrebbe rimanere appresso a quella».
E la guerra in Ucraina? «Non voglio parlarne, non sono esperto. In Kurdistan ci sono stato e so di cosa parliamo, ma il conflitto ucraino l’ho scoperto il 23 febbraio 2022. Già tanta gente dice cose, non mi va di unirmi al coro. Certo, sono in apprensione, come chiunque di buonsenso».
Dopo il successo della serie Netflix Strappare lungo i bordi, ci sono altri progetti tv? «Sto facendo una nuova storia per Netflix. Non è la seconda stagione di Strappare lungo i bordi ma una cosa completamente nuova, con lo stesso principio dei libri: invece di fare il seguito, faccio una storia che parli di qualcos'altro, ma con i personaggi miei. Netflix giustizia la mia famiglia se dico di cosa parla. Siamo abbastanza avanti, ma i tempi dell'animazione sono lunghi».
Zerocalcare parla mentre i fan aspettano anche cinque ore, nelle lunghe file, per farsi firmare le copie. «Io il firma copie lo faccio per mettermi al paro con il Karma e poi effettivamente faccio un lavoro in cui sto a casa da solo, è superalienante non avere un contatto con le persone».
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