Ziche: noi fumettiste siamo sempre di più ma restiamo un mistero

La creatrice della mitica Lucrezia che dà il volto al festival: «Lavoro su personaggi lievi, ma il momento è terrificante»
PESCARA. La sua mitica e dissacrante Lucrezia racconta il mondo da 20 anni nelle sue fulminanti vignette e quest’anno spicca magnifica anche sul manifesto di Cartoons on the Bay, festival internazionale dell’animazione della transmedialità e delle meta arti. Silvia Ziche, fumettista conosciuta e pubblicata in tutto il mondo, è una delle star della manifestazione promossa dalla Rai e organizzata da Rai Com in corso a Pescara. «Sono stata molto onorata di essere stata scelta per fare il manifesto», racconta l’artista «anzi Lucrezia è stata molto contenta di prestarsi. Poi sul fatto di metterci Lucrezia e un punto di vista femminile, non ci ho dovuto neanche pensare un attimo, nel senso che non ho neanche pensato che potesse esserci un’altra possibilità». Femminismo ma anche una missione per Ziche: «Quando ho cominciato io, il fumetto come tanti altri campi – dalla regia alla scrittura – era un mondo prettamente maschile. Io mi sono fatta spazio senza avere gli strumenti per decondificarlo, ma sentendo un certo malessere, anche perché venivo da una famiglia maschilista e mi sembrava quasi normale, quindi sono andata avanti tra mille difficoltà, ma come uno schiacciasassi». Da pochissime a tante ma c’è ancora da lavorare: «Adesso ci sono tante ragazze e donne e lo trovo fantastico, ci siamo, siamo sempre di più e facciamo quello che ci piace, ma non esiste parità perché se vai a vedere i numeri non arriviamo al 50% in nessun posto e non è solo questo il problema. Il problema infatti è convincere i ragazzi e gli uomini a vedere e a leggere quello che facciamo perché spesso non ne sono incuriositi. È molto difficile che una cosa scritta solo da ragazze o donne scateni la curiosità maschile. Quante volte ci viene detto: voi donne siete un mistero? A me verrebbe da prenderli a testate. Insomma quando mai noi donne lo abbiamo detto dei maschi? Finchè il mondo lo hanno raccontato solo i maschi, in tutti i modi che volevano, noi buone buone siamo state ad ascoltare, a incuriosirci. Ora invece fanno fatica ad ascoltarci: noi ci siamo prese le spazio sì, ma è come se ce lo condividessimo tra di noi, ci manca l’attenzione». Ziche parla volentieri del suo stretto rapporto con i suoi personaggi: «Sono talmente acquisiti e talmente dentro di me che sono delle presenze che si agitano nella mia testa, ma non è grave» dice ridendo. «È come se io stessi con loro in un pianeta, in un universo parallelo da cui guardo il mondo. Lucrezia sta con me da 20 anni, è la mia finestra sul mondo. Vedo le cose con più lucidità se le guardo attraverso i suoi occhi, per me è ancora viva e è ancora importante». Sulla genesi delle sue vignette rivela: «Io penso per immagini, quindi vedo i personaggi muoversi, per me sono degli attori e delle cose reali».
Anche l’artista si interroga sul difficilissimo momento storico che stiamo vivendo: «Lavorando con personaggi divertenti come faccio io, è estremamente complicato perché questo è un momento terrificante. L’unica cosa che io penso è che posso parlare del malessere che abbiamo tutti quanti a vivere in questo periodo e cerco di farlo però con uno sguardo ironico, cioè aggirando un po’ il problema. Penso che sia anche importante dare un attimo di leggerezza, dopodiché il momento è veramente tragico. È un po’ come andare in un universo parallelo, nel senso che io quando mi metto a pensare alle storie che voglio realizzare finisco in un altro mondo. Quindi diciamo che non trovo così difficile trovare un equilibrio: adesso è un po’ tutto il mondo che sta andando in rovina, in altri momenti magari era la mia vita che stava andando a scatafascio. In ogni caso quando mi concentravo per pensare alle cose che avrei fatto erano momenti di sollievo».
Su come i personaggi e le storie prendono forma dice: «Ognuno ha un suo modo di creare, a me ad esempio arriva tutto assieme: disegno e battuta, anche se poi va tutto sistemato, limato, magari si scambiano le parole. Nel caso di vignette più lunghe mi arriva una sorta di un blob tutto condensato, come la poltiglia prima del Big Bang, una cosa dove c'è già tutto dentro... Giorni fa parlavo con un'altra fumettista che mi diceva che lei sente solo voci invece... Ognuno ha il suo metodo».