Zola: metto in scena Cesare, Bruto e l’Italia di sempre

PESCARA. Lo sguardo magnetico e penetrante, i tratti severi del dittatore romano che pur non tradiscono la nobiltà dell'uomo. Per la locandina de “La tragedia di Marco Bruto” che il regista William...
PESCARA. Lo sguardo magnetico e penetrante, i tratti severi del dittatore romano che pur non tradiscono la nobiltà dell'uomo. Per la locandina de “La tragedia di Marco Bruto” che il regista William Zola ha rimodulato dal “Giulio Cesare” di William Shakespeare, la compagnia pescarese La Torre del Bardo ha scelto il Cesare verde conservato all'Altes Museum di Berlino. Icona affascinante e autorevole di Cesare moderno imperatore, ritratto nella sua incrollabile capacità di sopportazione davanti ai sistemi della comunità politica dell'Urbe. Un ritratto «di viva attualità, calzante con il tempo corrente, apologia e crisi del potere, scenari futuribili, sistemi non repubblicani»,” raccontaZola alla vigilia della ripresa del fortunato spettacolo realizzato in collaborazione, ormai storica, con Laad onlus Pescara e Tsa (Teatro stabile d'Abruzzo). “La tragedia di Marco Bruto” va in scena, questa sera alle 21, al Circus di Pescara.
Sul palco una nutrita compagine di attori abruzzesi interpreti dei molti personaggi. A Giuseppe Pomponio è affidata la parte di Giulio Cesare, Franca Arborea è Calpurnia, Angelo Del Romano è Marco Bruto, Silia Napoleone è Porzia, Daniel Chiacchiaretta è Caio Cassio, Mirko Modesti è Casca, Piero Montesi è Marc'Antonio, Luigi Ciavarelli è Artemidoro, Federico Pasquini è Ottaviano, Michele Di Mauro è Decio Bruto, Stefano Di Santo è Indovino/Trebonio, Chiara Zappacosta Buon Genio/Cattivo Genio, Stefano Vezzani Flavio/Pindaro, Dana Gasparro è Lucio, Maurizio Monacelli è il ciabattino, cittadini romani: Maurizio Monacelli, Edmea Marzoli, Gabriella Sferrella, Paolo Nicoletti, Irene Marchetta e Mauro Peciccia. Le musiche originali sono di Stefano Taglietti; le scenografie e i costumi di Elisabetta Vailardi; gli elementi coreografici sono a cura di Patrizia Bordonaro; le acconciature di Biondi Parrucchieri; il make-up della Scuola Sem-Pescara; aiuto regia e adattamentodel testo sono di Margherita Cordova.
Scritto nel 1599, “Giulio Cesare” segna una svolta nella drammaturgia scespiriana, dice Zola, alla sua tredicesima regia dall'opera del bardo inglese. «E’ un impegno che porteremo avanti con il progetto “Torre del Bardo, Shakespeare a Villa Sabucchi”», racconta Zola, «tanta è la straordinaria attualità dell'opera quanto potente l'impatto della sua parola sul pubblico. Raccogliamo l'eredità del compianto Gianni Cordova, fondatore della Laad, per parlare in modo particolare ai giovani: la cultura come recupero dal disagio. Shakespeare nostro contemporaneo dunque, ancora e in ogni epoca, con il mito di Roma e il gusto del bello, l'ambizione, la sete di potere, il senso dell'onore e dell'appartenenza, la consapevolezza etica, filosofica e politica. Temi percepiti come qualcosa di straordinario dagli elisabettiani e che suonano familiari agli italiani: è il nostro Dna, storia che ci appartiene, usi, costumi, linguaggio».
«La parola scespiriana, armoniosa, evocativa, insinuante è musica per le orecchie», dice ancora Zola. «Basta leggersi una paginetta della sua sterminata produzione per riaccendere il fuoco interiore e ripartire in quarta. Shakespeare è l'inventore dell'umano, ha descritto meglio di altri il maschile e il femminile. E ha tanto amato l'Italia, il mito del rinascimento italiano: più della metà delle sue opere sono ambientate nel Belpaese».
«Il “Giulio Cesare”», scrive Zola nelle note di regia, «è un dramma, anche costellato di magnifiche ironie, che grazie a Bruto ci permette di confrontarci con un fardello della nostra coscienza: il parricidio. Tutto comincia con Bruto, tutto è già in nuce nell’intervallo che intercorre tra il primo dubbio di Bruto (che lo porterà a scavare profondamente nella propria coscienza) e l’atto che lo farà sprofondare. La tragedia di Bruto racconta del mito imperiale, il mito di Roma, una storia che è parte della nostra identità di italiani». Biglietti a 10 euro, in prevendita alla Biblioteca Falcone Borsellino in via del Milite Ignoto 22, Pescara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA