Zola porta il “Sogno” di Shakespeare nel bosco di Villa Sabucchi a Pescara

28 Settembre 2022

PESCARA. Un luogo fatato, ricco di suggestioni e fantasie oniriche. Il parco di Villa Sabucchi si trasformerà nel magico bosco narrato da William Shakespeare in quello che viene considerato uno dei...

PESCARA. Un luogo fatato, ricco di suggestioni e fantasie oniriche. Il parco di Villa Sabucchi si trasformerà nel magico bosco narrato da William Shakespeare in quello che viene considerato uno dei suoi più grandi capolavori: la commedia “Sogno di una notte di mezza estate”.
L’opera del drammaturgo e poeta inglese rivivrà a Pescara domani e venerdì, alle ore 21.15, nell’allestimento firmato da William Zola, attore e regista pescarese da anni impegnato nello studio emessa in scena delle opere di Shakespeare. Lo spettacolo, a ingresso gratuito, vede in scena la compagnia La Torre del Bardo ed è prodotto con Laad, l’assessorato alla Cultura del Comune di Pescara e il Teatro Stabile d’Abruzzo. Aiuto regia ed elaborazione testo sono di Margherita Cordova. Il nuovo allestimento di Zola arriva dopo la rilettura di un altro classico shakespeariano, “La tempesta”, che propose lo scorso anno arricchendolo con personaggi appartenenti proprio all’universo del “Sogno”. Una interessante contaminazione che fu molto apprezzata dal pubblico. «La location si presta splendidamente alla messa in scena di questa commedia, è un elemento in più in cui rivivere la magia del bosco shakespeariano. Per il pubblico sarà come essere dentro al gioco teatrale», spiega Zola. Tutto si svolge in una notte magica. Una notte «dove c’è dentro una vita: il percorso di vita dell’essere umano». Zola e i suoi attori riproporranno l’atmosfera fiabesca e onirica raccontata da Shakespeare, in cui entrano in contatto mondi diversi. Nel “Sogno” ha inserito elementi della Commedia dell’arte e del teatro sperimentale, oltre alla danza. «Ci sono personaggi “stralunati”, particolari. Ho calcato un po’ la mano per renderlo molto ironico, divertente e umano». L’estate immaginata da Shakespeare, in occasione di un matrimonio fra nobili vicini alla corte, è «bellissima e magica. Le potenze metamorfiche del sogno e dell’amore si scontrano, dando luogo al grande gioco della vita. Le sue letture da Chaucer, Ovidio, Seneca, Apuleio, Plutarco si mescolano per raccontarci un mondo incantato, dove Teseo e Ippolita, direttamente dal mito, celebrano le loro nozze; Oberon e Titania, Re e Regina delle Fate, litigano per il possesso di un giovane paggio; il tessitore Bottom e i suoi compagni provano a mettere in scena un pezzo di teatro, prendendo spunto dalla “Lamentevole storia di Piramo e Tisbe”, tratta da Ovidio». Nel bosco «incontreremo Puck, creatura diabolica della tradizione popolare anglosassone. A influenzare gli eventi sarà la magica Luna». Il “Sogno”, ossia: «la prima, grande meditazione di Shakespeare sul teatro stesso, che era ancora abbastanza nuovo da suscitare la meraviglia e i sogni dei principi e del popolo». (r.a.b.)