È a Brindisi la base logistica italiana gestita dall’Agenzia

10 Ottobre 2020

BRINDISI. È stata la prima della rete delle nazioni Unite a essere istituita e ha appena compiuto vent'anni: l’unica base italiana di Pronto intervento umanitario gestita dal World Food Programme,...

BRINDISI. È stata la prima della rete delle nazioni Unite a essere istituita e ha appena compiuto vent'anni: l’unica base italiana di Pronto intervento umanitario gestita dal World Food Programme, ieri insignito del Nobel per la pace, si trova a Brindisi. In tutto il mondo ce ne sono sei, solo due sono europee. È un network che comprende oltre a Brindisi, Las Palmas (Spagna), Accra (Ghana), Dubai (Emirati Arabi Uniti), Panama City (Panama) e Kuala Lumpur (Malesia). Brindisi, finanziata dalla Cooperazione italiana allo Sviluppo, è il modello per la preparazione e risposta alle emergenze umanitarie. Partono continuamente voli umanitari, in 48 ore è stato allestito un aereo carico di aiuti per Beirut, dopo l'esplosione del 4 agosto. Ma sono stati destinati aiuti anche in Iran, Mozambico, Siria, Indonesia, Nigeria. Ovunque ce ne sia stato bisogno. Erano previsti festeggiamenti e celebrazioni per i 20 anni di duro lavoro al servizio dell'umanità, ma la pandemia ha impedito qualsiasi evento: resta il fatto che la posizione strategica della base italiana non è mai stata messa in discussione, è una certezza per il World Food Programme e per la comunità umanitaria.
L'intera rete di pronto intervento umanitario ha le sue radici in un'iniziativa del governo italiano a metà anni 80: consentire all'Onu e alle organizzazioni umanitarie di preposizionare beni di primo soccorso all'aeroporto militare di Pisa, in modo da portare velocemente aiuto alle popolazioni colpite. Alla fine degli anni 90 il deposito fu trasferito a Brindisi, scelta per le sue infrastrutture logistiche e la sua posizione chiave nel Mediterraneo.