È morto Fagioli, lo psicanalista che odiava Freud

14 Febbraio 2017

L’intellettuale aveva 85 anni: dai film con Bellocchio all’insegnamento alla d’Annunzio di Chieti

ROMA. La vita degli esseri umani ha un inizio e una fine, diceva. Alla ricerca sulla nascita e sulle origini del pensiero dell’uomo ha dedicato la vita intera Massimo Fagioli, lo psichiatra dell’Analisi collettiva, scomparso ieri mattina all’età di 85 anni a Roma. Fagioli è stato uno psicanalista controverso e selvaggio. Non amava Freud («Un imbecille») né i freudiani. Fagioli, autore di oltre 23 libri, ha avuto tra l'altro un lungo sodalizio, poi interrotto con il regista Marco Bellocchio. All'uscita del film di Bellocchio, "Il diavolo in corpo", nel 1985, lo psicanalista viene accusato di aver plagiato il regista Marco Bellocchio. Cinque anni dopo, sempre con Bellocchio, Fagioli firma la sceneggiatura de “La condanna”: l'accusa, stavolta, è di apologia dello stupro. Lo psicanalista ha insegnato anche all’università d’Annunzio di Chieti nel 2010-2011.

Fagioli era nato a Monte Giberto nel 1931, in provincia di Ascoli Piceno. Autore di 23 libri, è notissimo, in particolare, per «Istinto di morte e conoscenza», il suo capolavoro teorico, scritto nel 1970, diffuso in decine di migliaia di copie, tradotto in molte lingue, racchiude le scoperte fondamentali della Teoria della nascita, con la quale lo psichiatra ha rivoluzionato dalle fondamenta la conoscenza sulla mente umana, a partire dalla scoperta dell’origine biologica del non cosciente. Sabato 18 febbraio, dalle ore 10, un saluto a Massimo Fagioli è previsto in via Roma Libera 23 a Trastevere, dove per quarantuno anni ha tenuto i seminari di Analisi collettiva, originalissime sedute di psicoterapia di gruppo, uniche nel loro genere, rivolte in modo gratuito e senza distinzioni a migliaia e migliaia di persone. La ricerca di Fagioli sulle cause della malattia mentale, agli inizi degli anni ’60, si sposta sul non cosciente e lo porta in Svizzera, nella clinica Bellevue di Binswanger a Kreuzlingen, dove dirige la comunità terapeutica di lingua italiana, convivendo notte e giorno con i pazienti senza mediazioni. Soltanto dopo una lunga analisi personale e dieci anni circa da analista con studio medico di terapia individuale, propone nel 1971 agli ambienti scientifici il risultato delle sue esperienze e della sua formazione nel libro “Istinto di morte e conoscenza”, scritto nel 1970, pubblicato in una nuova edizione da “L’asino d’oro” nel 2010 . Il libro contiene i fondamenti della Teoria della nascita, secondo la quale il pensiero umano inizia alla nascita con la reazione alla luce, attraverso la retina, del corpo del neonato: scoperte sviluppate poi con in altri saggi. Da1975 Fagioli ha risposto alla domanda di psicoterapia da parte di centinaia di persone e si sono formati, prima all’Istituto di Psichiatria dell’Università di Roma La Sapienza e poi in un molto ampio studio privato a Trastevere (1980), i seminari di Analisi collettiva, una prassi di cura per la guarigione della malattia mentale, basata sull’interpretazione dei sogni, che prosegue come ricerca sulla realtà umana e la sua evoluzione.

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