Copie del Centro taroccate. Opera dei falsari delle news

23 Settembre 2026

Sconosciuti manipolano pagine del quotidiano con l’intelligenza artificiale e le condividono in rete

PESCARA

Errori grammaticali, false attribuzioni, nomi palesemente inventati, buchi bianchi a fondo pagina. Da mesi circolano su WhatsApp e nelle chat del web pagine del giornale che potrebbero far esclamare a un lettore poco attento: «Ma al Centro sono ubriachi?».

La risposta non sta sul fondo di una bottiglia di cerasuolo, ma nella contraffazione tramite intelligenza artificiale. Impaginazione e firme sono le nostre, ma nomi, fatti e parole sono stravolti. Le ricevono lettori comuni ma anche amministratori e politici, che ci scrivono per chiedere cosa stia accadendo.

È il caso di un cittadino del Chietino che chiede conto di un pezzo molto delicato. Un incidente mortale, dove al centro del dramma c’è un ragazzo di 20 anni: «Perché avete sbagliato i nomi? Perché avete scritto che il ragazzo era nell’Arma dei carabinieri, e da un’altra parte carrozziere?». Stralunati, chiediamo la prova ed ecco uno screenshot di una copia digitale del Centro palesemente falsata.

Nel foglio fasullo, al posto della vicenda ben documentata dal nostro cronista di Ortona Antonio Di Carlo, troviamo una serie di allucinazioni descrittive da far correre un brivido lungo la schiena. Nella pagina vera i carabinieri sono quelli che indagano sull’incidente, in quella falsa diventano i colleghi della vittima. Lo schianto passa da mercoledì a venerdì, il rettilineo ben illuminato diventa «una delle strade più insidiose della zona». E dove le cause restavano da chiarire, la macchina inventa una frenata e un’auto nella scarpata. Mette tra virgolette frasi mai pronunciate, allunga di una lettera il cognome della vittima. L’intelligenza artificiale utilizzata dai falsari non riesce a clonare neanche la data del giorno esatto in cui è uscito il quotidiano.

Tuttavia non è un caso isolato. La redazione spettacoli segnala lo stesso schema in azione da mesi: pagine di eventi con foto ritoccate, titoli cambiati e frasi senza senso. Gli organizzatori di alcuni eventi le hanno rilanciate in buona fede e un collega ha dovuto chiedere di cancellarle. Ma in cronaca nera, osserva, la cosa diventa «infinitamente più grave».

Allucinazioni chiaramente ascrivibili al lavoro di una intelligenza artificiale. Con ogni probabilità qualcuno fa uno screenshot dell’anteprima gratuita sul nostro sito e lo passa in un programma di AI per trasformarlo in un’immagine di pagina. L’AI però non riesce ancora a gestire tutta la mole di caratteri e ricostruisce, riempiendo i vuoti con frasi plausibili, inventando. Goffo tentativo o sabotaggio calcolato? A questo non abbiamo risposta, ma vi diamo un piccolo vademecum su come riconoscere un tarocco.

Primo. Prestare attenzione a parole inesistenti, errori vistosi, frasi senza senso e blocchi illeggibili, soprattutto in fondo alle colonne. Secondo. Nomi che cambiano, cognomi con una lettera in più. Terzo. Palesi contraddizioni interne, dal sommario che dice una cosa all’articolo un’altra. Quarto. Guardare all’intestazione e data: le nostre pagine riportano testata, data e numero di pagina, e l’e-mail della redazione finisce sempre con @ilcentro.it. Quinto. Le foto ritoccate, con scritte e targhe distorte. Sesto ma non meno importante. La provenienza: un file inoltrato in chat non è il giornale. Nel dubbio, controllate in edicola, sull’edizione digitale o su ilcentro.it.

La situazione potrebbe in fondo far sorridere, ma è molto grave. Il danno è doppio. Informazioni false su una morte arrivano a una famiglia e a un paese, e portano il nostro nome. In contrasto c’è il lavoro vero, non visibile, della verifica puntuale di fatti basata su fonti sicure: le telefonate, le verifiche sulla dinamica, l’esito degli esami tossicologici. In un mondo sempre più preda di fake news, non escludiamo che un domani una pagina modificata sembri identica in tutto e per tutto alle nostre. Faticosamente, e facendosi largo tra l’informazione che pretende di essere sempre più gratuita, quindi scadente, i nostri giornalisti fanno il lavoro più difficile: portare notizie velocemente, ma senza disinformare.

Chiunque di voi può aiutarci, innanzitutto con una segnalazione: chi riceve una pagina sospetta non la inoltri, la mandi a lettere@ilcentro.it.

Alla deficienza artificiale in mano a qualche truffatore rispondiamo con l’intelligenza naturale della comunità dei nostri lettori.

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