Gruppo Valsinello, 75 posti a rischio

28 Dicembre 2012

L’allarme dei sindacati dopo che l’azienda ha parlato di una nuova società con l’impiego di soli 25 lavoratori

GISSI. 3 dicembre 2010: la Valsinello srl viene fusa alla Teknolamiere srl e all'Automotive G.M contestualmente alla liquidazione volontaria delle società Leomar srl e Valsinello Group. La fusione di 5 aziende in una sembra essere un ottima soluzione per salvare 115 posti di lavoro.

27 dicembre 2012. A distanza di due anni i sindacati lanciano un nuovo allarme: «E' necessario trovare una via d'uscita per salvare l'occupazione di 100 lavoratori», afferma Primiano Biscotti , segretario provinciale Cisl, l'azienda parla di una nuova società con l'impiego di 25 lavoratori. Altri 75 resterebbero fuori. Questo non possiamo accettarlo. Chiediamo la garanzia del posto di lavoro per tutti i dipendenti e il pagamento di tre mensilità arretrate», affermano i sindacati.

L'umore delle maestranze è a terra. Quello appena trascorso è stato per i lavoratori e le loro famiglie un Natale tristissimo. Da due anni sopportano sacrifici pur di riuscire a salvare l'occupazione. Manovre e buona volontà non sono riuscite a risolvere i problemi del gruppo.

La cassa integrazione in deroga è stata per due anni una ciambella di salvataggio. Né le banche né le istituzioni hanno tuttavia aiutato a sufficienza il gruppo che produce impiantistica industriale e civile. Il pacchetto di ammortizzatori sociali va ad esaurirsi e da qualche tempo manca la liquidità.

«I lavoratori da tre mesi non percepiscono gli emolumenti. Solo l'ingresso di qualche altro socio potrebbe salvare il gruppo e il lavoro», insistono i sindacati. Il riconoscimento dello stato di crisi dell'area industriale e i finanziamenti previsti dalla Regione non possono aiutare la società. I fondi vengono elargiti a chi investe»,spiegano i sindacati. Un valido aiuto per salvare il gruppo Valsinello sarebbe stata l'approvazione del piano di ristrutturazione finanziaria da parte degli istituti di credito. Le banche però non hanno dato il via libera al piano di risanamento. «Senza il loro aiuto ogni strategia è risultata vana», commenta amaramente Biscotti. L'odissea del gruppo è iniziata nel 2009. Da un fatturato di 17milioni l'anno, l'utile delle aziende è passato a 7 milioni. I dipendenti hanno iniziato un lungo percorso di ammortizzatori sociali. Nel 2011 con la fusione di Valsinello, Teknolamiere srl e Automotive Gm e la liquidazione di Leomar e Valsinello group si è aperto un nuovo capitolo. La rinascita del gruppo sembrava vicina.

La società Gruppo Valsinello ha restituito speranze ai lavoratori. Ora la situazione sta nuovamente precipitando.

«Le istituzioni facciano la loro parte. Il Vastese e l'area industriale di Gissi non possono permettersi la perdita di 75 posti di lavoro», è l'appello lanciato da Cgil,Cisl e Uil. Un grido d'allarme che fa il paio con l'appello lanciato qualche giorno prima di Natale dal presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera. «La politica deve fare la sua parte e aiutare le aziende. Siamo stati tagliati fuori da ogni iniziativa», ha detto Primavera. Profonda preoccupazione è stata espressa anche dal presidente di AssoVasto, Gabriele Tumini. Il 2012 ha visto la cancellazione dall'albo delle imprese di tante piccole e medie aziende. L'Imu, anche se i Comuni hanno cercato di contenere i costi, è stato un colpo durissimo . Le imprese hanno subito una serie di rincari su servizi, acqua ed energia elettrica e pagano i canoni per la manutenzione delle aree consortili. Gli imprenditori chiedono ai responsabili istituzionali di adoperarsi per una migliore gestione della cosa pubblica.

«Se il Vastese non torna ad attirare investimenti non si riesce a superare l'impasse. Servono strade e servizi adeguati alle esigenze degli investitori», insistono gli industriali.

Paola Calvano

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