I debiti comunali oltre 2,5 milioni
Fabbricati ipotecati, il sindaco scarica sulla vecchia giunta.
VASTO. Ammontano a oltre un milione di euro i debiti ereditati dalle precedenti amministrazioni comunali di centrodestra, cui vanno ad aggiungersi cause pendenti pari a un milione e mezzo di euro. Dopo la vicenda dei fabbricati comunali ipotecati, si delinea una situazione economica che si ripercuote, inevitabilmente, sul bilancio di previsione 2009 del Comune in fase di predisposizione.
L’esatta ricognizione della situazione debitoria dell’ente è stata fatta dalla giunta del sindaco Luciano Lapenna (Pd), all’indomani della iscrizione dell’ipoteca su alcuni edifici comunali.
Il provvedimento è relativo al mancato versamento dei contributi assicurativi e previdenziali (Inps e Inail) da parte delle precedenti amministrazioni di centrodestra e che l’attuale giunta sta ripianando.
«Non ho mai voluto fare polemiche, ma quando leggo notizie su fabbricati ipotecati diffuse, per giunta, da un giornale locale la cui proprietà è ben nota, non posso tacere», ha esordito il primo cittadino, «abbiamo ereditato una situazione debitoria che risale alle amministrazioni passate. E’ una pesante eredità frutto di una gestione anarchica del personale. Non ho mai voluto sbandierare ai quattro venti le macerie che abbiamo trovato al momento dell’insediamento», incalza il sindaco, «ma venire additati per responsabilità che non sono nostre è decisamente troppo».
La cartelle di pagamento che, secondo le notizie diffuse in questi giorni, avrebbero indotto Equitalia (la società di riscossione dei tributi dello Stato) ad iscrivere l’ipoteca su tre fabbricati comunali - circostanza di cui in Comune dicono di non essere al corrente non avendo ricevuto alcun atto ufficiale - si riferiscono a debiti Inail e imposte non pagate relativi agli anni 96-98-99, per un ammontare di 670mila euro per cui c’è già un piano di rientro.
Gli altri debiti sono pari a 473mila euro (mancato versamento Ici allo Stato e interessi sull’acqua), mentre sono ancora pendenti cause il cui importo è pari a un milione e mezzo di euro, di cui 750mila euro relativi a contributi Inps per il personale dei Servizi sociali.
In sostanza, si tratta di debiti ereditati prevalentemente dall’amministrazione dell’ex sindaco Giuseppe Tagliente, che ha retto il Comune dal 1993 al 2000. «Sono cifre già iscritte nel bilancio di previsione 2009», fa sapere l’assessore alle Finanze, Domenico Molino (Pd), «siamo stati costretti a distogliere somme importanti che avremmo potuto utilizzare per erogare servizi ai cittadini».
L’esatta ricognizione della situazione debitoria dell’ente è stata fatta dalla giunta del sindaco Luciano Lapenna (Pd), all’indomani della iscrizione dell’ipoteca su alcuni edifici comunali.
Il provvedimento è relativo al mancato versamento dei contributi assicurativi e previdenziali (Inps e Inail) da parte delle precedenti amministrazioni di centrodestra e che l’attuale giunta sta ripianando.
«Non ho mai voluto fare polemiche, ma quando leggo notizie su fabbricati ipotecati diffuse, per giunta, da un giornale locale la cui proprietà è ben nota, non posso tacere», ha esordito il primo cittadino, «abbiamo ereditato una situazione debitoria che risale alle amministrazioni passate. E’ una pesante eredità frutto di una gestione anarchica del personale. Non ho mai voluto sbandierare ai quattro venti le macerie che abbiamo trovato al momento dell’insediamento», incalza il sindaco, «ma venire additati per responsabilità che non sono nostre è decisamente troppo».
La cartelle di pagamento che, secondo le notizie diffuse in questi giorni, avrebbero indotto Equitalia (la società di riscossione dei tributi dello Stato) ad iscrivere l’ipoteca su tre fabbricati comunali - circostanza di cui in Comune dicono di non essere al corrente non avendo ricevuto alcun atto ufficiale - si riferiscono a debiti Inail e imposte non pagate relativi agli anni 96-98-99, per un ammontare di 670mila euro per cui c’è già un piano di rientro.
Gli altri debiti sono pari a 473mila euro (mancato versamento Ici allo Stato e interessi sull’acqua), mentre sono ancora pendenti cause il cui importo è pari a un milione e mezzo di euro, di cui 750mila euro relativi a contributi Inps per il personale dei Servizi sociali.
In sostanza, si tratta di debiti ereditati prevalentemente dall’amministrazione dell’ex sindaco Giuseppe Tagliente, che ha retto il Comune dal 1993 al 2000. «Sono cifre già iscritte nel bilancio di previsione 2009», fa sapere l’assessore alle Finanze, Domenico Molino (Pd), «siamo stati costretti a distogliere somme importanti che avremmo potuto utilizzare per erogare servizi ai cittadini».

