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30 novembre

30 Novembre 2025

Oggi, ma nel 1896, a Roma, in via Sistina, il pittore napoletano Giuseppe Pierantoni, di 33 anni, feriva letalmente con un colpo di pistola da borsetta di piccolo calibro sparato all’addome l’amante Eva “Evelina” Cattermole, scrittrice e poetessa conosciuta nell’ambiente letterario capitolino come “Contessa Lara”, di 47, d'origine fiorentina, che morirà, di peritonite acuta conseguente allo sparo, l’1 dicembre. Dopo aver raccontato l'accaduto agli agenti di pubblica sicurezza. Poi l’illustratore-killer tentava di suicidarsi senza riuscirci. Era presente la cameriera di lei Luisa Medici.

Evelina (nella foto, particolare, tratta da Aldo Grasso “La brutta fine della Contessa Lara, in “Corriere della Sera”, del 7 agosto 2001, riproducente il disegno già utilizzato dal settimanale “Tribuna illustrata” al tempo dell’omicidio) era separata, poiché ripudiata per adulterio, dal tenente dei bersaglieri Francesco Eugenio Mancini, terzogenito del giureconsulto Pasquale Stanislao Mancini marchese di Fusignano, sposato il 5 marzo 1871, col quale aveva vissuto soprattutto a Milano, in via Cesare Correnti, frequentando i grandi autori della scapigliatura meneghina. Il marito aveva ucciso, durante il duello alla pistola, riparatore del suo onore macchiato, il 7 giugno 1875, l’amante di lei Bennati Baylon. Il conseguente scandalo aveva costretto lei a fuggire come una reietta ed aveva alimentato ulteriormente la sua fama di donnaccia della letteratura postunitaria.

Il 9 novembre 1898 l’assassino verrà condannato dalla Corte d’assise capitolina a 11 anni e 8 mesi di reclusione per omicidio volontario. Sostanzialmente prevarrà più il movente economico -anche se il lascito testamentario sarà “solo” di 72mila lire, delle quali 45mila in denaro ed il resto in beni- che quello passionale -lei era in procinto di fuggire a Livorno col tenente di vascello Ferruccio Battali, ma il rapporto con Pierantoni era stato burrascoso fin dall’inizio e nel campo professionale lui aveva ampiamente sfruttato le entrature di lei- anche se, stando agli studiosi del delitto, le motivazioni erano entrambi coesistenti nel gesto e più o meno in egual proporzione.

Tutta la vicenda desterà enorme clamore mediatico nel Belpaese e particolarmente nel novero della società colta di fine secolo. L’iter giudiziario avrà anche la trasposizione per il piccolo schermo, in due puntate, “La contessa Lara”, con regia di Dante Guardamagna, sul Programma nazionale Rai, alle 20.30 del 23 e del 25 marzo 1975, con l’attrice Anna Maria Guarnieri nel ruolo della controversa Evelina/Lara. La parabola letteraria (tristemente finita nel dimenticatoio) e quella umana di Evelina/Lara verrà raccontata da Brunella Schisa nel libro “Dopo ogni abbandono”, che uscirà per i tipi di Garzanti, di Milano, nel 2009. Ma ne scriverà anche Massimo Desideri nelle 88 pagine del volume “Contessa Lara. La vita inimitabile di una scrittrice di successo nell’Italia di fine Ottocento e il suo tragico femminicidio”, che sarà pubblicato dalla casa editrice Luoghinteriori di Città di Castello nel 2022.